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Era in comunità ma perseguitava la moglie

Era in comunità ma perseguitava la moglie

Revocati i domiciliari all’uomo arrestato per maltrattamenti in famiglia. Ora è in cella

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Gli erano stati concessi gli arresti domiciliari in una Comunità, ma anche da lì - nonostante il divieto del giudice - aveva continuato a perseguitare la moglie con continue minacce telefoniche e altri comportamenti che hanno aggravato lo stato di ansia e paura della vittima. Per questo G.S., il 45enne arrestato il 10 marzo dai carabinieri per gravi maltrattamenti in famiglia, ieri è stato portato in carcere. Il giudice infatti, considerato l’atteggiamento dell’uomo e il mancato rispetto dei provvedimenti adottati a suo carico, ha deciso di revocare i domiciliari emettendo nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ordinanza che i carabinieri hanno eseguito prelevando G.S. dalla comunità per portarlo all’Arginone.

Il 10 marzo i militari della Compagnia di Ferrara erano intervenuti a casa dell’uomo, che in quell’occasione aveva brutalmente percosso la moglie. La vicenda aveva fatto emergere una situazione di maltrattamenti familiari, a danni anche di un minore, per i quali il 45enne è stato poi condannato a due anni di reclusione da scontare in una Comunità. Il giudice aveva anche imposto il divieto a comunicare con la moglie, ma questo non aveva fermato il 45enne dal compiere continue molestie telefoniche alla moglie, provocando e aggravando lo stato di paura e ansia e impedendole di gestire, in serenità, la normale vita quotidiana. Per questo la posizione di G.S. si è aggravata rendendo necessaria una maggiore misura restrittiva. Anche in Comunità, tra l’altro, aveva creato non pochi problemi.

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