Gara d’appalto e ricorso al Tar il primo pasticcio di area vasta
Potrebbe essere definito il primo grosso pasticcio servito in...area vasta. Un appalto vinto da un fornitore di servizio a Bologna e a Ferrara, un ricorso al Tar e a Ferrara il quadro cambia con...
Potrebbe essere definito il primo grosso pasticcio servito in...area vasta. Un appalto vinto da un fornitore di servizio a Bologna e a Ferrara, un ricorso al Tar e a Ferrara il quadro cambia con possibili danni per il servizio e il personale. Ieri a puntare un faro sulla questione è stata la Cgil. «Apprendiamo con grande preoccupazione del ricorso vinto al Tar dell'Emilia Romagna dalla ditta che ha perso l'appalto delle tecnologie dei laboratori analisi di Ferrara e Bologna, doppio cuore del laboratorio dell'area vasta Emilia Centro (Ferrara, Bologna, Imola) - scrive la Fp Cgil - Il progetto prevede che la maggior parte della lavorazione dei campioni di tutto il materiale biologico, venga svolta a Cona ed al Maggiore, definiti laboratori Hub, lasciando ai rimanenti laboratori presenti nelle due provincie ruoli specifici e differenti».
Le aziende sanitarie avevano emanato un bando di gara d'appalto, per il rinnovo delle tecnologie, aggiudicando mesi fa la gara a una ditta diversa da quella che oggi fornisce i laboratori, precisa il sindacato. Il cambio della ditta, prosegue sempre la Fp-Cgil, ha imposto mesi di lavoro in opere murarie per l'adeguamento dei locali alle nuove macchine, «oltre ad un impegno delle dipendenti e dei dipendenti che hanno lavorato in un "cantiere aperto" rinunciando alle ferie e facendo centinaia di ore extra lavoro per formarsi sulle nuove tecnologie». La ditta perdente, ricorda la Fp Cgil, ha vinto il ricorso e «chiede un risarcimento danni nel caso le aziende decidano di utilizzare le nuove tecnologie installate, che ci risulta siano già in uso a Bologna, mentre ne era prevista la partenza a Ferrara tra circa 15 giorni. Il risultato è uno stallo nel quale i due laboratori stanno lavorando» con tecnologie diverse. Gli effetti? «Stiamo parlando di una gara da milioni di euro - conclude la Fp Cgil - che doveva essere gestita con il massimo della cura come ad esempio è stato fatto con le tecnologie della centrale operativa di area omogenea. Quanto accaduto rischia di creare un danno enorme al futuro del laboratorio di area vasta nel quale, a differenza della centrale operativa oggi situata a Bologna, uno dei punti nevralgici è situato a Ferrara».
Da qui la richiesta di un incontro ai direttori generali.
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