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caso aldrovandi - il senatore indagato

«Le mie sono opinioni, non offese»

«Le mie sono opinioni, non offese»

Giovanardi porta a discolpa due lettere di Graziano e Avato

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«Ma io non ho mai detto che quella foto è una montatura». Il senatore Carlo Giovanardi ieri ha chiamato la Nuova Ferrara per sostenere le proprie ragioni nel procedimento che lo vede indagato per diffamazione nei confronti di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi. La posizione di Giovanardi - è stata vagliata dalla giunta delle immunità parlamentari che a maggioranza si è pronunciata a favore dell’autorizzazione a procedere; ora sarà il Senato a votare si o no al processo per Giovanardi.

La frase ritenuta offensiva dal gip di Ferrara Monica Bighetti, è stata pronunciata da Giovanardi durante un’intervista radiofonica alla “Zanzara”. Queste la frase sub judice: “quella macchia rossa che è dietro è un cuscino, non è sangue quello là...l’avevano appoggiato la testa su un cuscino...non è sangue...ma neanche la madre ha detto che è sangue e neppure lo può dire perché non è così”. Qui si parla della foto di Federico esposta polemicamente dalla madre Patrizia il 27 marzo 2013 durante una manifestazione del Coisp di solidarietà con i poliziotti condannati per la morte del giovane.

Giovanardi si fa forte di due lettere che sull’argomento ha ricevuto un anno fa da Elio Graziano, questore di Ferrara quando morì Federico Aldrovandi, e del professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente dell’accusa nel processo contro gli agenti.

Avato scrive, tra l’altro, a Giovanardi, che la foto è stata scattata circa 55-57 ore dopo il decesso e due prima dell’autopsia, che «il lenzuolo su cui il capo appoggia è di corrente utilizzo» e che «l’imbrattatura che caratterizza il lenzuolo è espressione di assorbimento di materiale organico liquido (...): essa è data da una componente ematica (che determina l’aspetto cromatico) associata a versamento prevalentemente essudatizio per meccanismo ipostatico». Il questore Graziano scrive che «la grossa macchia che si vede dietro il capo (...) si era prodotta alcune ore dopo la morte per l’abbondante fuoriscia ematica da un’escoriazione in zona occipitale, per effetto delle manovre di spostamento della salma e del mancato tamponamento della ferita. E’ appena il caso di aggiungere che a tale fuoriuscita ematica non fu attribuito alcun significato da parte dei medici legali, che rimarcarono che si tratta di una zona molto vascolarizzata dove anche ferite più piccole possono creare maggiori fuoriuscite di sangue».

Giovanardi da questi scritti ricava la convinzione che il suo comme nto sulla foto esibita dalla Moretti appartiene alla «sfera delle opinioni , si può parlare di sangue ma anche di un fenomeno di ipostasi e comunque io non ho mai detto che quella foto non fosse vera».(m.p.)

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