Ostaggi della tangenziale
Le proteste dei residenti di via Messidoro: «Isolati con la nuova viabilità»
Isolati. Così rischiano di trovarsi fra pochi giorni alcuni residenti in via Messidoro, la strada di Chiesuol del Fosso che si estende da via Bologna ai binari della ferrovia. Il progetto della Tangenziale Ovest prevede che questa nuova arteria tagli perpendicolarmente la via, "chiudendo" dunque le ultime case fra la Tangenziale stessa e i binari. «Il valore dei nostri terreni calerà» si rammarica uno dei residenti, Claudio Cazzanti, che aveva sperato che per lo meno venisse creato un accesso, magari una piccola bretella, per consentire agli ultimi residenti di Sammartina di accedere alla Tangenziale. «L'Anas ce l'ha negato, sostenendo che violerebbe il codice della strada» riporta però il residente. Alla fine si era giunti a un'altra soluzione, per quanto più complessa: la creazione di una nuova strada, in parte parallela alla Tangenziale, che mette in comunicazione via Messidoro con via Coronella, dove la strada scende nel recente sottopassaggio (dalle parti dello Sgnadur, insomma). Una soluzione non proprio ideale, a detta sempre del residente, visto che comporta un aumento della strada da percorrere (con relative spese di benzina) ogni volta che si vuole uscir di casa. Però era lo stesso una soluzione. E invece, anche qui sono sorti dei problemi. La nuova strada di collegamento è ancora incompleta, nel senso che diverse decine di metri, quelli che la raccordano con via Coronella, non sono ancora asfaltati. Inoltre, l'ultimo tratto di questa nuova via comprende un ponticello «che fino a pochissimi giorni fa - spiega sempre Cazzanti - era del tutto sprovvisto di sponde», e solo da poco sono stati posati dei provvisori new jersey. Quest'ultimo tratto sembra inoltre davvero troppo stretto per permettere il passaggio di due mezzi contemporaneamente (la nuova strada è infatti a doppio senso di marcia) o magari di un mezzo di soccorso a elevata velocità. Da martedì 7, questi abitanti di via Messidoro rischiano di trovarsi la vecchia strada sbarrata. E la nuova ancora troppo precaria.
Gabriele Rasconi
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