Sosta a pagamento al via tra polemiche
Ai Lidi gli operatori sono divisi: «Prezzi calmierati e agevolazioni per chi lavora», «I servizi non sono ancora all’altezza»
LIDO ESTENSI. Mentre sulla costa comacchiese ci si prepara al via della sosta a pagamento, che entrerà in vigore domani, continua il confronto su un provvedimento del Comune che divide operatori e cittadini.
«Tutti quelli che gridano allo scandalo per le tariffe dei parcheggi a pagamento – commenta Giuseppe Carli, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi- si lamenterebbero anche se al posto degli 80 centesimi, si facessero pagare 20 centesimi all’ora». Sin dalla fase sperimentale del 2013 gli operatori di Porto Garibaldi si sono detti favorevoli all’introduzione dei parcheggi a pagamento, perché «disciplinano la circolazione e gli spazi vengono davvero occupati dai turisti – aggiunge Carli – e non dai proprietari delle seconde case, che preferiscono utilizzare il cortile interno con barbecue, gazebi, sedie a dondolo». Carli, facendo notare che le tariffe, rispetto alle più vicine concorrenti come Marina di Ravenna, Cervia o Cesenatico sono le più basse, tiene a precisare che per la prima volta gli operatori di Porto Garibaldi compattamente, all’unanimità quest’anno hanno accolto favorevolmente il progetto, «anche perché con gli introiti vengono realizzati lavori di arredo urbano necessari». Secondo Carli l’unico aspetto negativo riguarda i camper che «saturano in 30 la disponibilità di 70 posti auto, sforando di due metri sul marciapiede o sulla strada». Critico Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari, che raggruppa i bagni dei lidi Pomposa, Scacchi e Nazioni. «Il nostro pensiero non si discosta dalla riunione che si è tenuta nel novembre 2014, perché se è vero che i parcheggi si pagano in tutta Italia – aggiunge Bocchimpani -, i servizi sono differenti. Le grandi opere sbandierate vanno ad appannaggio prevalentemente dei Lidi sud». Nella sua analisi Bocchimpani spiega che a fronte dei 2milionie400mila euro di lavori, 700mila dei quali sono stati impiegati nei parcometri, mentre 1milionee600mila euro sono indirizzati ai lidi Estensi e Spina «e a nord resta ben poco – conclude Bocchimpani -. L’Ati che ha vinto la gara di appalto si è aggiudicata la gestione dei parcheggi a pagamento per sei anni, ma secondo Bocchimpani «a Pasqua non si sarebbe dovuta applicare nessuna tariffa, perché è prestissimo».
Dice la sua anche Ted Tomasi, presidente dell’associazione “Comacchio è turismo”, che raggruppa un centinaio di imprenditori della costa. «Gli stabilimenti balneari sono il motore portante dell’economia – dichiara Tomasi - e c’è stato il coinvolgimento in tutte le fasi di discussione, ma se è vero che i turisti vorrebbero sempre pagare meno possibile, le tariffe applicate sono calmierate e non dimentichiamo che i proventi del progetto vengono tutti investiti sul territorio per riqualificarlo con la sistemazione dell’arredo urbano». Negli ultimi tempi, anche sui social network è montata la polemica sul pagamento delle tariffe a carico dei lavoratori stagionali, «ma sono state previste agevolazioni per operatori e loro dipendenti e deve esserci un minimo di equilibrio – aggiunge Tomasi -, perché chi si è aggiudicato la gestione, come da capitolato di gara, deve fare lavori per migliorare il territorio e non è possibile che debba rimetterci». Secondo Tomasi gli sconti abbinati al progetto dei parcheggi a pagamento per diverse categorie di utenti non ha trascurato un aspetto strategico, quello dell’integrazione al territorio e ai circuiti museali, grazie ad una riduzione prevista per l’accesso ai musei o per le escursioni nelle valli di Comacchio, esibendo il tagliando di pagamento della sosta.
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