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Tutta la comunità in lutto per l’addio al “profe”

Tutta la comunità in lutto per l’addio al “profe”

Vaccolino, molta gente ai funerali di Luca Matteo Piva stroncato da una malattia La messa è stata celebrata dal arcivescovo Negri, tutto il dolore dei suoi studenti

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VACCOLINO. « Ora sarai in cielo e ci proteggerai da lassù».

Con questa commossa frase, e poche altre parole, hanno ricordato l'amicizia profonda e sincera che legava questo amico d'infanzia e di vita a Luca Matteo Piva, il 47enne professore di religione, di Vaccolino, stroncato da un male incurabile e del quale ieri, nella chiesa di San Giacomo, dove l'uomo abitava, l'arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, ha celebrato la messa. L'intervento dell'amico d'infanzia, quello degli studenti e dei colleghi docenti, tutti, commossi, tutti a ricordare quale splendida occasione sia stata aver conosciuto e condiviso una parte di vita con Luca Matteo, tutti seguiti da applausi, hanno reso ancora più toccante la messa celebrata dal vescovo insieme ad altri parroci ed accompagnata dal coro.

La piccola chiesa di San Giacomo a Vaccolino e la piazzetta antistante non sono state sufficienti a contenere le centinaia di persone che hanno voluto partecipare al funerale e dare così l'ultimo saluto a quella che è stata e sarà ricordata da tutti come una persona di grande levatura morale, gentilezza, bontà e generosità. Sulla bara di legno chiaro, durante la messa, è stata adagiata una maglia della Spal, di cui Piva era grande tifoso ed all'uscita dalla chiesa si è formato un lunghissimo corteo che ha accompagnato il feretro fino al cimitero di Vaccolino. Fuori dalla chiesa, sul sagrato, studenti, amici, conoscenti hanno ricordato la persona, il professore, il collega che era Luca Matteo. «Sapeva come incuriosire noi studenti - ha ricordato una studentessa del liceo di Codigoro, dove Piva insegnava da qualche tempo, dopo essere arrivato dall'istituto Remo Brindisi, dove aveva tenuto per diversi anni la cattedra di teologia - non sembrava nemmeno di fare lezione, spiegava le cose in modo da provocare, in chi ascoltava, curiosità ed il desiderio di approfondire quanto si stava facendo in classe».

«Mi sembra uno scherzo - ricorda un altro collega - non riesco ancora a capacitarmi di quanto successo. Eravamo stati colleghi all'Università, lo conoscevo da anni, sarà difficile accettare la sua scomparsa, non ci credo che sia successo».

La famiglia di Luca Matteo Piva, ha chiesto di ricordare la memoria del proprio congiunto, prematuramente scomparso, all'Ado (Associazione Domiciliare Oncologica), hospice di Codigoro.

Maria Rosa Bellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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