La Nuova Ferrara

Ferrara

Diciotto milioni ancora da recuperare

di Gian Pietro Zerbini
Diciotto milioni ancora da recuperare

Iniziate le dismissioni per fare cassa: già 2,2 milioni di entrata, ma per le vendite di immobili il periodo non è dei migliori

2 MINUTI DI LETTURA





Ammonta a circa 18 milioni di euro la cifra che si deve ancora recuperare dal piano delle previsioni di entrate derivanti dalle alienazioni di beni immobili. Il Comune di Ferrara, per far cassa e aumantare la liquidità, ha pianificato la dismissione del proprio patrimonio immobiliare e terriero per poco più di 20 milioni di euro, da effettuarsi nel triennio 2015-2017. Negli ultimi mesi si è arrivati a perfezionare la vendita di due immobili, con istruttorie avviate nel 2014, che hanno fatto entrare nelle casse comunali 2,2 milioni di euro derivati dalla vendita alla Cassa Depositi e Prestiti di Palazzo Zanardi (in via Romei) ex sede dell’assessorato al turismo e alla cultura e della Bassa Macelleria, rispettivamente per 1,7 milioni e 500mila euro.

Con Roberto Serra, assessore comunale con delega al patrimonio, analizziamo il piano delle alienazioni e anche la situazione di alcune strutture.

«Il piano di alienazione del Comune - dichiara Serra - prevede una serie di dismissioni in un periodo triennale per un importo complessivo che secondo le previsioni supera i 20 milioni. Confidiamo che durante questi anni si arrivi anche ad una ripresa economica e del mercato immobiliare, quanto mai anomalo in questi anni, per avere più richieste dei nostro patrimonio immobiliare messo in vendita, visto che attualmente sono particolarmente basse. Oltre alla vendite ci sono anche le concessioni per la valorizzazione del patrimonio e in questo caso c’è l’ex Bazzi Coloniali di piazza Trento Trieste, abbiamo avuto un paio di interessamenti ma il fabbricato deve essere reso ancora fruibile per via di lavori che devono essere effettuati».

L’assessore si sofferma anche su un altro aspetto, quello delle sedi date in uso alle associazioni del terzo settore. «Sarà necessario - dice - arrivare alla condivisione degli spazi concessi anche per evitare che vengano poco sfruttati come spesso avviene».

Nel piano sono inseriti anche due immobili oggetto di contenzioso: un’area edificabile in via Gulinelli e l’ex spesa pubblica di via Bologna. Il piano triennale vede nel 2015 la previsione di entrata di 7,3 milioni e tra questi c’è la piscina di via Pastro, l’ex chiesa di Santi Cosma e Damiano di via Mayr e l’ex sede Istruzione di via Calcagnini. Nel 2016 le previsioni entrata sono 3,4 milioni tra cui il centro civico di via Bologna, l’ex autorimessa Siamic di via Spartaco e l’immobile Ipsia di via Roversella. Nel 2017 sono previste entrate per 9,6 milioni tra cui l’ex sede della polizia municipale, il complesso Tibertelli di via del Gregorio e l’ex convento di San Domenico in Piazza Sacrati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google