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Era il principale colosso delle costruzioni

Era il principale colosso delle costruzioni

Cos’era la Costruttori nel suo momento magico? Il principale colosso cooperativo nazionale del settore produzione e lavoro, come si chiama(va) l’edilizia in Legacoop, e quarto in Italia con un...

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Cos’era la Costruttori nel suo momento magico? Il principale colosso cooperativo nazionale del settore produzione e lavoro, come si chiama(va) l’edilizia in Legacoop, e quarto in Italia con un fatturato che nel 2000 aveva raggiunto 669 miliardi di lire con 2.226 dipendenti, in buona parte soci. Questi numeri vennero raggiunti grazie all’espansione a livello nazionale in particolare nel settore delle opere pubbliche, che neppure il ciclone Tangentopoli, con le conseguenti incarcerazioni di Giovanni Donigaglia a Verona e Milano, riuscì a fermare. Anzi, l’indebolimento di molte imprese del settore favorì negli anni Novanta il rigonfiamento della bolla Costruttori, che inglobò tra le altre Cir, Mazzanti e Cervellati, ovvero le principali aziende del territorio e dintorni. Il sistema Costruttori disponeva anche di comparti manifatturieri (Felisatti, Cercom, fornaci e mulini) e, seguendo modelli ben più illustri e fortunati, di un’appendice sportiva: la Spal. Le sorti della società calcistica biancazzurra s’identificarono, dal 1990 al 2002, con quelle della coop argentana, tra alti (l’ultima promozione in serie B) e bassi: in definitiva, l’ultimo presidente che è riuscito a far sognare i tifosi spallini portando a Ferrara il profumo del calcio che conta fu, a suo tempo, proprio Donigaglia.

La Spal finì nel consolidato Costruttori su richiesta esplicita dell’allora sindaco di Ferrara, Roberto Soffritti, come ricordò lui stesso in tribunale nel 2011. E questo episodio illumina l’altra faccia del pianeta Costruttori, cioè l’essere azienda-partito, un ingranaggio fondamentale del sistema di potere imperniato sul Pci-Pds. Dopo il crollo con assorbimento della ferrarese Cei, la coop argentana divenne per tre lustri l’interlocutore numero uno del partito a livello locale, e dell’amministrazione comunale impersonata da Soffritti. Le più importanti opere pubbliche di quegli anni, dalle Mura alle tangenziali, dalla geotermia a Cona I, vennero affidati al colosso argentano, e il lavoro di lobby a Roma di Donigaglia non fu estraneo al consolidarsi degli investimenti pubblici nel nostro territorio. Fu proprio l’inaridirsi di questo filone, nel dopo Tangentopoli, a dettare l’espansione nazionale della coop.

È databile alla fine degli anni Ottanta, invece, il legame più controverso della Costruttori: quello con Gaetano Graci, il cavaliere del lavoro catanese. Gli affari del Palazzo degli specchi di via Beethoven e del gemello di Latina, non ebbero sviluppi ma restano un punto interrogativo nella storia del colosso argentano. (s.c.)

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