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Rapinatore ferrarese incastrato dalle telecamere

Napoli, quartiere Vomero, via Kagoshima. Rapinatore seriale trascina una donna per venti metri. Un video mostra l'aggressione.  Nelle immagini l'uomo aspetta che la vittima resti sola e si metta alla guida della propria auto per entrare in azione: il rapinatore apre lo sportello passeggero, sale a bordo e sfila un anello alla donna che resiste e urla. Qualcuno guarda la scena ma esita a intervenire, almeno finchè si avvicinano altri passanti. Circondato, il rapinatore accende il motore e spinge l'auto parcheggiata davanti che blocca la fuga.  La donna, seduta sulla pedana e ancora appesa alla portiera, mentre l’auto prende velocità viene scaraventata sull’asfalto dopo una ventina di metri, riportando miracolosamente solo delle lesioni lievi.  Il serial rapinatore di donne sarebbe stato preso preso dai carabinieri che hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Donato L., 43enne ferrarese, già noto alle forze dell'ordine e ritenuto responsabile di una serie di rapine commesse a Napoli nel marzo scorso: l'episodio di via Kagoshima risale al giorno 13. Sono quattro gli episodi di rapina ai danni di donne ricostruiti dai militari e riconducibili al ferrarese. Oggi l’autorità giudiziaria ha convalidato il fermo, disponendo la sua custodia cautelare in carcere
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Napoli, quartiere Vomero, via Kagoshima. Rapinatore seriale trascina una donna per venti metri. Un video mostra l'aggressione. Nelle immagini l'uomo aspetta che la vittima resti sola e si metta alla guida della propria auto per entrare in azione: il rapinatore apre lo sportello passeggero, sale a bordo e sfila un anello alla donna che resiste e urla. Qualcuno guarda la scena ma esita a intervenire, almeno finchè si avvicinano altri passanti. Circondato, il rapinatore accende il motore e spinge l'auto parcheggiata davanti che blocca la fuga. La donna, seduta sulla pedana e ancora appesa alla portiera, mentre l’auto prende velocità viene scaraventata sull’asfalto dopo una ventina di metri, riportando miracolosamente solo delle lesioni lievi. Il serial rapinatore di donne sarebbe stato preso preso dai carabinieri che hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Donato L., 43enne ferrarese, già noto alle forze dell'ordine e ritenuto responsabile di una serie di rapine commesse a Napoli nel marzo scorso: l'episodio di via Kagoshima risale al giorno 13. Sono quattro gli episodi di rapina ai danni di donne ricostruiti dai militari e riconducibili al ferrarese. Oggi l’autorità giudiziaria ha convalidato il fermo, disponendo la sua custodia cautelare in carcere

I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno fermato un 43enne ferrarese, già noto alle forze dell’ordine, perché ritenuto responsabile di una serie di rapine commesse nel capoluogo partenopeo lo scorso marzo GUARDA IL VIDEO

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I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno fermato un 43enne ferrarese, già noto alle forze dell’ordine, perché ritenuto responsabile di una serie di rapine commesse nel capoluogo partenopeo lo scorso marzo. Vittime predilette del rapinatore erano le donne. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno acquisito il video di una rapina fatta ad una signora in via Kagoshima a Napoli. Le telecamere hanno ripreso il 43enne seduto su un muretto mentre faceva la posta alla vittima prescelta. Non appena la signora è entrata in auto, il rapinatore si è avvicinato e si è infilato sul sedile del passeggero. Una volta nell’abitacolo ha sfilato l’anello alla donna che ha opposto resistenza. Il 43enne è riuscito a sedersi al posto di guida, mentre la sua vittima si aggrappava alla portiera aperta.

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Alcuni passanti, sentendo le urla della donna, si sono avvicinati all’auto, ma il rapinatore ha accelerato e, dopo aver urtato un’altra vettura, ha trascinato la donna per una ventina di metri, causandole lesioni fortunatamente lievi. Sono quattro gli episodi di rapina ai danni di donne ricostruiti dai militari e riconducibili allo stesso rapinatore. L’autorità giudiziaria ha convalidato il fermo, disponendo la sua custodia cautelare in carcere.

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