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Pd, Vitellio ottiene due delegati su tre

Il nuovo segretario ’blindato’ in assemblea: ora al lavoro senza divisioni. A Minarelli il 44% dei voti: risultato non scontato

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Luigi Vitellio è il nuovo segretario provinciale del Pd, con il 66,32% dei delegati assembleari (ma un numero di voti inferiore, il 56,55%), e sarà proclamato nell’assise dell’11 aprile. I dati ufficiali del congresso provinciale Pd sono stati resi noti solo ieri pomeriggio, al termine della riunione della Commissione congressuale, ma il risultato finale lo aveva già svelato Nicola Minarelli, lo sconfitto nel duello. Il risultato indicato dal sindaco di Portomaggiore, in ticket con Sergio Guglielmini al quale si è aggiunto poi anche il sindaco di Ostellato, Andrea Marchi, indicato alla grossa nel 36%, veniva da lui stesso definito dallo stesso «non scontato e sul quale avrebbero scommesso in pochi - c'era scritto in una lettera firmata dai tre - E' il segno del fatto che quanto scritto nel nostro programma ha rappresentato un progetto politico credibile e trasversale a tutti i territori». Minarelli, Guglielmini e Marchi si soffermano sui risultati parziali, evidenziando che oltre la metà dei 24 comuni, per la precisione 13, «hanno ritenuto di premiare la proposta di Minarelli. E' un risultato che consegna una geografia provinciale composita e che merita tutta l'attenzione del nuovo segretario e del gruppo dirigente Pd ferrarese». I tre concludono ringraziando iscritti, militanti e amministratori, rivendicando di aver vivacizzato un congresso «che si accingeva a partire già 'blindato'».

Sobria la prima valutazione da segretario di Vitellio: dopo i ringraziamenti ai partecipanti, «che sono stati veramente tanti», e ai tre sconfitti «perché è stato un congresso vero», si è detto soddisfatto anche del risultato del Delta, dove gli sfidanti partivano in vantaggio: «Lì la classe dirigente si era espressa in maniera chiara per Minarelli, ma i risultati ottenuti non me li sarei mai aspettati. Qualche sorpresa c’è insomma stata». Un'indicazione uscita dai congressi? «Tutti hanno sottolineato il dato politico, che siamo forza di governo ad ogni livello, e ci dicono di mettere da parte i suffissi romani, bersani-ani, renzi-ani ecc. per lavorare alla soluzione dei problemi concreti. La segreteria? Sarà conseguente rispetto alla discussione congressuale». Nessuna apertura, almeno in apparenza, ad una gestione unitaria.

A livello territoriale, Minarelli ha vinto a Bondeno, sia est che ovest, Codigoro, Ferrara-Cona, Formignana, Lagosanto, Mesola, Ostellato, Portomaggiore, Masi Torello (cappotto) e anche Comacchio, per un solo voto 36-35 e pure una scheda bianca. In città gran battaglia alla Gad dove ha comunque prevalso Vitellio, in tutti gli altri congressi si è registrata l’affermazione del neosegretario, con alcuni cappotti nell’Argentano e a Ro. Il dato dei tesseramenti non è ancora disponibile, tuttavia la commissione mista ieri non ha trovato nulla da ridire sui verbali e, del resto, il meccanismo studiato per il rinnovo delle tessere durante i congressi (tetto del 20% più uno rispetto ai vecchi iscritti) era studiato per impedire eventuali blitz sospetti.

Bisogna ora vedere se il gruppo coagulatosi attorno alla candidatura di Minarelli, che era nata da esigenze territoriali in rapporto alla Ferrara di Tagliani e Vitellio, vista come asso pigliatutto, si consoliderà in una vera e propria minoranza interna. La parte finale della lettera dei tre lascia aperta questa strada: «Abbiamo fatto tutta questa strada con il sorriso sulle labbra e con la consapevolezza che, qualunque sarebbe stato il risultato finale, avremmo potuto dare il nostro contributo al Pd. Piccolo o grande che sia stato, abbiamo fatto del nostro meglio e non ci sottraiamo di certo all’autocritica laddove siamo consapevoli che si poteva fare anche di più. Da domani - concludono - si continua a lavorare perché il Pd recuperi il terreno perso e possa essere quel luogo che in tanti hanno contribuito a costruire».

Stefano Ciervo

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