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Politica, economia, sociale: le conseguenze

Politica, economia, sociale: le conseguenze

Qual è l’eredità della vicenda Costruttori? Solo macerie, verrebbe da dire, senza però dimenticare le molte opere realizzate o solamente avviate, l’ultima delle quali, la Tangenziale ovest, è stata...

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Qual è l’eredità della vicenda Costruttori? Solo macerie, verrebbe da dire, senza però dimenticare le molte opere realizzate o solamente avviate, l’ultima delle quali, la Tangenziale ovest, è stata inaugurata pochi mesi fa. Di sicuro il crac del 2003 ha spazzato via un sistema di potere che peraltro era già stato contrastato dall’interno, in particolare dopo l’ascesa a Palazzo Municipale di Gaetano Sateriale con Valentino Tavolazzi come city manager. Non per nulla gli ultimi sussulti del colosso argentano vennero accompagnati dall’azione del Pdci, partito al quale è poi approdato lo stesso Soffritti. Il Pds-Ds a Ferrara è dunque arrivato alla svolta del Pd con storici legami già recisi, a differenza di altre realtà regionali, e forse il rinnovamento successivo è stato favorito da queste operazioni. E anche all’interno del sindacato, in particolare della Cgil, questa vicenda ha lasciato segni profondi. Di sicuro il movimento cooperativo ferrarese ha cambiato pelle, da allora: senza un alfiere in grado di primeggiare a livello nazionale, e dovendo anzi occupare a tempo pieno degli strascichi infiniti del crac, si è come ripiegato in se stesso, perdendo progressivamente il ruolo di protagonista numero uno dell’economia ferrarese. Lo sboom economico è stato pauroso soprattutto ad Argenta, che pagò al crac i prezzi maggiori dal punto di vista occupazionale e di crisi dei consumi, oltre che in termini di perdita di centralità nel sistema di potere locale. Due anni dopo c’è chi calcolava in una quarantina i negozi chiusi per effetto diretto e indiretto della crisi del colosso coop, con una flessione dei consumi nell’ordine del 30-40%. Risalire la china, almeno in parte, è stato difficile.

A livello territoriale, l’effetto più evidente, che si è poi aggravato negli anni, è stato l’indebolimento di un comparto-chiave come quello delle costruzioni, privato del suo pivot, anche se poi il ‘colpo di grazia’ è stato inflitto dalla crisi generalizzata del 2007. Il mercato è stato poi oggetto di scorribande di aziende non ferraresi, a volte con risultati poco incoraggianti: il caso più recente è quello del metro di superficie.

C’è infine la nicchia calcistica: le vicissitudini della Spal post-donigagliana sono note a tutti gli sportivi, con un paio di rifondazioni societarie e navigazioni quasi sempre a vista (pure l’onta di un campionato tra i dilettanti) che solo nelle ultime stagioni, con l’arrivo dell’ex Giacomense, sono state superate. L’onda lunga del crac Costruttori non ha risparmiato davvero nessuno. (s.c.)

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