Rettorato, Bernardi apre la competizione per il dopo-Nappi
Mercoledì la presentazione ufficiale della candidatura. Nella corsa alla guida di Unife anche Zauli e Olivo
La corsa al rettorato di Unife è lanciata. Francesco Bernardi, prorettore, uno dei principali collaboratori di Pasquale Nappi, sarà il primo a presentare ufficialmente la sua candidatura, con tanto di programma di massima e indicazione di una “squadra”, e lo farà mercoledì. Non sarà certo da solo nella rincorsa al posto lasciato libero da Nappi, che vedrà il suo momento conclusivo nelle elezioni da convocare, probabilmente, a giugno. Almeno altri due docenti sono infatti da più parti indicati come candidati, anche se di formalizzato ancora non c’è nulla. Si tratta di Giorgio Zauli, ordinario di Anatomia umana e direttore dell’Irccs di Trieste, e di Piero Olivo, docente a Ingegneria e preside della stessa facoltà tra il 2007 e il 2012.
Potrebbe essere una corsa a tre, quindi, anche perché è calato il volume d’indiscrezioni sulla possibile corsa del presidente della Scuola di medicina, Leonardo Trombelli. In ogni caso, sarà proprio la sorte di Medicina uno dei temi, se non il tema principe, attorno al quale ruoterà la campagna elettorale. Durante il prossimo mandato rettorale, infatti, si prenderanno decisioni importanti in relazione alle interazioni delle ex facoltà dell’Emilia centrale e orientale nell’ambito dell’Area vasta sanitaria, e Unife dovrà essere particolarmente attiva su questo versante.
Anche per questo la candidatura Zauli, sulla bocca di tutti da diversi mesi, è data per probabile e, nel caso, si presenterebbe con una spinta forte. Bisogna anche considerare che Medicina non esprime direttamente rettori dai tempi di Antonio Rossi. Dall’altra parte, però, c’è il biochimico Bernardi che ha molte carte da giocare, oltre allo stesso Olivo. Difficile emergano candidature dalle facoltà umanistiche, che hanno espresso gli ultimi due rettori (prima del giurista Nappi c’è stato l’economista Patrizio Bianchi). La seconda parte del rettorato di Nappi è stato assorbito in buona parte dal riassetto post-terremoto, e anche su questo fronte i candidati alla sua successione dovranno esprimere una progettazione chiara, visto che la struttura manifesta qualche sofferenza nelle attuali collocazioni.
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