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ora la riabilitazione

Si sveglia dal coma, bimbo in cura al S. Giorgio

Trasferito a Ferrara il piccolo che era caduto dal sesto piano di un condominio a Bologna

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Quando ha aperto gli occhi ha detto «ciao» prima a un medico e poi al padre. Così è tornata a sperare la famiglia del bambino di sei anni ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna dopo essere caduto, il 17 marzo scorso, dal sesto piano di un condominio della periferia di Bologna dove abita assieme ai genitori.

Il bimbo nei giorni scorsi si è risvegliato e così ha potuto lasciare la stanza dove era ricoverato dopo l'incidente per raggiungere il centro di riabilitazione San Giorgio, a Ferrara, dove per la prima volta è tornato a parlare, anche se finora ha pronunciato solo poche parole. La struttura ferrarese è una delle più qualificate in Italia per la riabilitazione neurologica ed è punto di riferimento regionale. Secondo i medici del Maggiore che lo hanno assistito, gran parte del merito della ripresa del bambino, fino ad oggi, va alla tempestività dei soccorsi e dei primi interventi. «Siamo volati come ha fatto lui dalla finestra - ha spiegato in un'intervista all'emittente ‘E'tv’ Elena Serchi, la neurochirurga che ha operato il bimbo subito dopo l'incidente - e in tempi rapidissimi abbiamo evacuato l'ematoma che lo stava uccidendo. Cinque minuti di ritardo - ha aggiunto - e il bambino lo avremmo perduto». Il medico ha confermato che è stato fondamentale il lavoro di equipe, da quello del 118 che ha soccorso il piccolo agli interventi successivi: «Non sono cose che si improvvisano, anche nella contingenza di un bambino da salvare. Ora ci aspettiamo una buona ripresa».

I genitori del bambino hanno lasciato una lettera nel reparto di rianimazione del Maggiore, per ringraziare i medici che hanno salvato il figlio: «Siete i nostri eroi - si legge nella lettera - i nostri angeli terrestri».

Ora nelle cure sono subentrati i professionisti del San Giorgio, che cercheranno di favorire il recupero del piccolo grazie alla preparazione all’alto livello di specializzazione. Il centro ferrarese potrebbe essere trasferito in un prossimo futuro all’interno dell’ospedale di Cona.

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