"Voglio proprio quel chirurgo. E lo pago"
Non tutti sanno che al Sant'Anna il paziente (anche quello affetto da tumore) può scegliere il professionista che lo opera. Per l'intervento delle equipe si può pagare qualche migliaio di euro
Quarantamila prestazioni l’anno, in media, tra il 2011 e il 2013. Sebbene tra i ricavi del Sant’Anna, che si avvicinano ai 300 milioni di euro l’anno, l’attività libero professionale non occupi le posizioni di testa una buona parte della popolazione ferrarese preferisce rivolgersi ogni anno agli ambulatori all’azienda ospedaliera per ricevere prestazioni a pagamento. La fiducia personale nel medico ma anche i tempi d’attesa che, almeno per alcune prestazioni specialistiche e per alcune tipologie minori di intervento chirurgico, possono allungarsi fino a superare la soglia dei 6-12 mesi sono le motivazioni principali che spingono i pazienti ad utilizzare questo canale. Nel 2013, secondo il bilancio di missione del polo ospedaliero di Cona, medici, infermieri e tecnici hanno fornito 38.724 prestazioni in libera professione (esami diagnostici, visite, ricoveri) che hanno portato nelle casse dell’ospedale 4.8 milioni di euro.
I servizi più gettonati appartendono in particolare a due dipartimenti: chirurgico (6.491 accessi nel 2013) e chirurgico specialistico (7.948) che insieme coprono più di un terzo della domanda di servizi a pagamento (il 36%). Per tutti gli altri dipartimenti il numero degli accessi varia dai poco più di 2mila di quello medico ai quasi 6mila del medico specialistico. Il trasloco dell’ospedale a Cona, nel 2012, ha fatto scendere gli ingressi per la libera professione (ma il contraccolpo si è riflesso anche su altri aspetti della produzione sanitaria) dalle 45mila prestazioni del 2011 alle circa 39mila del 2012 e 2013. Sul sito dell’azienda ospedaliera sono elencati i professionisti che affiancano all’attività istituzionale la libera professione e gli importi delle prestazioni. Non sono pubblicati gli importi relativi alle equipe chirurgiche, che sono in genere più elevati perché oltre al chirurgo scelto dal paziente includono anche l’attività di altri professionisti (infermieri, anestesisti), sala operatoria, ricovero etc.. Questi interventi possono essere richiesti anche per patologie molto gravi come le neoplasie (molti cittadini però non lo sanno); in questo caso il paziente viene inserito in una corsia preferenziale. L’attesa per l’ingresso in sala operatoria per queste patologie non dovrebbe superare i 30 giorni.
La Regione ha già chiesto all’azienda S. Anna di allinearsi e l’obiettivo compare oggi tra le priorità. Un traguardo sul quale si è messo al lavoro anche il nuovo direttore, Tiziano Carradori. Ma quanto costa sottoporsi a un intervento chirurgico in libera professione? L’azienda invita l’utenza a rivolgersi al Centro Servizi per conoscere questo dettaglio. Le cifre possono variare: dipendono tra l’altro dal chirurgo scelto dal paziente (che fissa il suo ‘prezzo’), dalla composizione dell’equipe e dal periodo di ricovero. Per i tumori le cifre (ufficiose) che circolano parlano di alcune migliaia di euro. (gi.ca)
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