Le scuole Pascoli vivranno ancora
Cento, la conferma del sindaco Lodi: presto i lavori, niente sconti sulla sicurezza
CENTO. «Non appena ci saranno le condizioni economiche, ricupereremo e qualificheremo le scuole Pascoli, senza far sconti sulla sicurezza».
A parlare del futuro delle Pascoli è il sindaco Piero Lodi alla luce dell'incontro, svolto nei giorni scorsi in Regione, proprio in vista del loro recupero dopo il terremoto del 2012. «La Regione – spiega ancora Lodi - sta facendo un'istruttoria dedicata per quantificare il recupero dell'unico edificio scolastico vincolato nell'area del cratere». E questo alla luce dei problemi tecnici emersi nel percorso di quantificazione delle risorse necessarie per il recupero dell'edificio storico: «Per recuperare solo l'edificio storico, il Mibac (ministero dei Beni e delle Attività Culturali; ndr) ha parlato di 400mila euro, mentre per ri-destinarlo a scuola occorre fare il miglioramento sismico del 60%, quantificato dal consulente incaricato dal Comune in 3,7 milioni, e dai progettisti del progetto preliminare in 3,6milioni. In questo caso, sono necessari importanti interventi sul solaio». Quindi per il sindaco Lodi nessun progetto di abbandonarle, ma «in futuro come edificio scolastico. Poi si deciderà in serenità, quali scuole portarci». Sulle “Pascoli” , infatti, gli occhi della giunta Lodi per dare risposte a diverse situazioni ancora oggi carenti, in termini di spazi scolastici, e costose dal punto di vista delle risorse pubbliche: «A Cento abbiamo bambini in un edificio in affitto adibito a materna, seppure non nato a quello scopo, in via Giovannina. La direzione didattica di Renazzo è in una sede in affitto. Scarse le scuole medie nel capoluogo, quelle esistenti sono sature, serviranno ben presto nuove materne e le Carducci rimangono un plesso piccolo che sarebbe più utile come centro civico». Mentre i contributi per la ricostruzione delle Rodari e delle scuole di Corporeno sono stati «deviati - conclude il sindaco Lodi - per la costruzione di altri edifici scolastici, il contributo per le Pascoli rimane destinato al loro recupero».
Beatrice Barberini
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