Passi carrai, una causa al Comune
La citazione è dell’ex assessore Bariani per 566 euro già pagati
In via Prinella c’è chi ha perso la pazienza e sulla vicenda del doppio pagamento dei diritti di passaggio, al Comune e alla Regione, ha deciso di ricorrere in tribunale. Si tratta... di un ex assessore comunale, Claudio Bariani, che abita appunto nella strada demaniale in concessione al Comune sulla quale è in atto un annoso tira-molla sui diritti d’imposizione e la natura del tributo. Bariani ha notificato il 2 marzo a Palazzo Municipale una citazione in tribunale, assieme alla società di riscossione Ica, chiedendo l’accertamento della legittimità della richiesta di pagamento del canone Cosap sul suo passo carraio, con il conseguente annullamento dell’avviso di accertamento relativo all’anno 2010. Il contribuente chiede anche la restituzione dei canoni Cosap già pagati per complessivi 566,36 euro. La citazione si fonda sulla presunta illegittimità del canone «essendo la strada su cui immette il passo carrabile una strada arginale del demanio idrico regionale di cui il Comune è concessionario, e sul fatto che l’attore già paga a sua volta concessione regionale per la rampa di collegamento tra la sua proprietà e la sede stradale». Così il Comune, nel formulare la sua opposizione alla citazione, definisce l’intricata situazione: due tributi diversi, quindi, mentre il comitato residenti di via Prinella sottolinea che il servizio è il medesimo e la doppia imposizione illegittima.
Bisogna vedere se arriverà prima il tribunale, con una sua sentenza, oppure l’accordo con la Regione che l’amministrazione comunale si è messo nell’ordine d’idee di ricercare con determinazione. L’assessore Roberto Serra attende per il mese di aprile la data dell’appuntamento con il suo omologo regionale, per tentare una composizione (un solo bollettino, due bollettini con cifre totali simili a quelle pagate fino ad oggi alla sola Regione, una terza via) in grado di sbloccare l’impasse. Nel frattempo il Comune ha bloccato, a tempo indeterminato, il recupero forzoso del credito per coloro che non hanno saldato le cartelle Ica entro la data del 31 marzo, cioè la grande maggioranza dei contribuenti. (s.c.)
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