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Un ferrarese al vertice della Compagnia Finanziaria

Un ferrarese al vertice della Compagnia Finanziaria

Dalla campagna di Vigarano Mainarda agli uffici milanesi di una delle più prestigiose merchant bank italiane. È il percorso compiuto da Alessandro Pirani, 41 anni, amministratore delegato della...

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Dalla campagna di Vigarano Mainarda agli uffici milanesi di una delle più prestigiose merchant bank italiane. È il percorso compiuto da Alessandro Pirani, 41 anni, amministratore delegato della Compagnia Finanziaria, che dal 1983 opera nel settore della finanza d'impresa. «Ma ogni due o tre settimane torno a Ferrara - sorride Pirani - e cerco di tornare a dormire dai miei genitori». Suo padre e sua madre a Vigarano hanno sempre gestito un'impresa agricola e il figlio racconta di aver ereditato da loro «la serietà dell'impostazione, la passione nei confronti del lavoro e il rispetto della parola data agli altri: insomma, i valori della terra, quella ferrarese». La passione per i numeri è sbocciata presto: maturità al liceo scientifico Roiti, poi la laurea in Economia aziendale alla Bocconi. Quindi l'avventura professionale, con tappe a Merrill Lynch (anche a New York), al fondo di private equity Argy Venture Capital (anche a Mumbay), a Londra con la 7 Abc, per poi approdare nel 2013 alla Finanziaria. «I nostri clienti - spiega l'ad della realtà in passato presieduta da Franco Tatò - sono prevalentemente aziende con fatturato dai 30 milioni in su. Cerchiamo di supportarne uno sviluppo consolidato, aiutiamo chi lavora concretamente. Gestiamo solo l'economia reale: per dire, non emettiamo titoli di sintesi. Il mio futuro? Restare collegato con l'estero, un interscambio sempre maggiore è fondamentale». Ma in un ruolo ipotetico da amministratore delegato del Ferrarese, cosa consiglia per una rinascita della nostra provincia? «È necessario ripulire i gioielli di famiglia - risponde Pirani -, ovvero dare lustro a tutti quegli eventi, quelle manifestazioni e naturalmente al patrimonio storico e culturale che rendono Ferrara e il suo territorio conosciuti dappertutto. Un nuovo terziario che dia le risposte giuste, con un personale capace per esempio di interloquire in molte lingue straniere e rispondere velocemente alle mail, è la chiave per il futuro».

Fabio Terminali

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