Una vicina di casa mette in fuga i ladri
Argenta, una donna svegliata da strani rumori telefona ai militari. I banditi fuggono nelle campagne ma il furto è sventato
ARGENTA. Il tempismo di una telefonata di un vicino di casa fatta ai carabinieri, e l'immediato intervento di una pattuglia, hanno consentito di sventare un furto al noto negozio sportivo To-Shine di Argenta. Una copia di ladri rumorosi e forseanche alle prime armi (di questo genere di delinquenza) è entrata in azione nella notte tra sabato e domenica scorsi nel negozio di Via del Fitto. Il chiaro obiettivo era senza ombra di dubbio di portare via delle biciclette appartenenti a note case ciclistiche. L'azione malavitosa è stata sventata perché, una vicina di casa - purtroppo già visitata dai ladri -, sentendo dei rumori (ed era appena la mezza, cioè le 00, 30), si è affacciata alla finestra ed ha notato due persone che armeggiavano contro la porta blindata laterale del negozio di biciclette. Un rumore causato dai colpi di piccone e di martello e scalpello, che non la facevano dormire. Immediatamente la donna ha allora chiamato i carabinieri e sul posto è intervenuta tempestivamente una pattuglia dei militari della stazione di Argenta. Al loro arrivo, i due malviventi sono scappati in mezzo alla campagna e nonostante i carabinieri avessero tentato in più modi di bloccarli dalla parte opposta, e cioè verso il sotto-passo ferroviario di Via Ancona, i due delinquenti sono riusciti a dileguarsi nell'oscurità. Il trambusto ha destato dal sonno anche Massimo Camanzi, titolare del negozio che era andato a letto da poco. Ieri, lo stesso Camanzi ha postato su Fb un commento con il quale ha dapprima ringraziato i carabinieri di Argenta, ma al tempo stesso ha scritto poche al vetriolo contro l'impunità di questi malviventi. Camanzi ha tutte le ragioni per farlo in quanto, il 14 novembre 2013, mentre verso le 18 si trovava nel negozio con alcuni clienti, si è trovato a tu per tu con un ladro che stava scappando dopo che aveva già rubato nell'appartamento situato al piano superiore.
Ed è in questo frangente che l'esercente, pur trovandosi di fronte un energumeno, gli ha sferrato un pugno in faccia senza però riuscire a bloccarlo.
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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