La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

Volontari minacciati a San Giorgio

Volontari minacciati a San Giorgio

Episodi violenti durante la distribuzione di pacchi alimentari ai bisognosi. «Se le cose non cambiano, stop al servizio»

2 MINUTI DI LETTURA





Un grido d'allarme è stato lanciato il giorno di Pasqua prima della celebrazione della messa da padre Nicola, parroco della basilica di san Giorgio, che ha dichiarato il proprio disappunto per quanto sta accadendo troppo spesso nella sua sacrestia, durante la consegna dei pacchi viveri alle persone indigenti .

«La distribuzione dei generi alimentari che in precedenza si teneva anche tre giorni alla settimana - ha raccontato - avviene ora solo una volta e qualche volta ogni due settimane in quanto i prodotti scarseggiano; il servizio viene svolto dai volontari, che in particolare sono donne pensionate. Accade che molte persone che non rispettano le comuni regole del vivere civile, invece di essere riconoscenti per quanto ricevono gratuitamente dalla Caritas che consegna regolarmente a tutte le parrocchie i pacchi dono, sono diventate violente, non solo verbalmente in quanto si scatenano con un turpiloquio inadeguato, ma arrivano a minacciare e a trasformare dunque la minaccia in un atto concreto. Già una volontaria preoccupata per quanto possa accaderle in circostanze che sembrano ormai incontrollabili, ha dato le dimissioni per paura di essere picchiata o anche solo spinta a terra - cosa che nelle peggiori delle ipotesi le potrebbe procurare anche una frattura a un braccio o a una gamba; poi sembra che adesso un'altra signora voglia rinunciare al servizio perché queste persone che arrivano addirittura in automobile e sono fra loro d'accordo ma fingono di non conoscersi, sono diventate molto prepotenti, esigenti e maleducate».

Il religioso ha anche il sospetto molto verosimile e credibile che alcuni riescano a ottenere più di un pacco a discapito di chi ha realmente bisogno e che il cibo in eccesso lo rivendano per realizzare un profitto.

Ma la cosa intollerabile che padre Nicola non sopporta più, è il loro atteggiamento, che può essere dettato da mire personali, ma che può essere anche addirittura il segnale della presenza di un'organizzazione; in tempo di crisi, ma anche se manca onestà, tutto è possibile e c'è chi se ne approfitta per ricavarne un beneficio. «Così mi sono deciso a dirlo pubblicamente il giorno di Pasqua durante la messa - ha concluso il parroco - perché se le cose non migliorano, pur malincuore sarò costretto a non proseguire l'iniziativa già dall'anno prossimo. Non posso e non voglio rendermi responsabile di eventuali danni procurati a chi fa solo del bene». Le sue parole sono state riportate anche su facebook , ma l’episodio è stato in buona parte frainteso, per cui sembrava che fosse la Caritas a lamentarsi.

Margherita Goberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google