Anita ieri ha ricordato i 70 anni dall’arrivo degli Alleati
ANITA. «Anche 70 anni fa, quando arrivarono gli Alleati che portarono la liberazione di Anita, c'era questa giornata di sole». A testimoniarlo è stato Idro Tinarelli uno di quei cittadini che era...
ANITA. «Anche 70 anni fa, quando arrivarono gli Alleati che portarono la liberazione di Anita, c'era questa giornata di sole». A testimoniarlo è stato Idro Tinarelli uno di quei cittadini che era presente al momento dell'arrivo del fronte a Sant'Alberto e quindi ad Anita. E ieri, per ricordare questa giornata importante per la frazione argentana, erano presenti gli amministratori argentani e di Alfonsine con i rispettivi gonfaloni; i rappresentanti delle forze dell'ordine e i due consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Paolo Calvano. Dopo la visita ai cippi con la posa delle corone fino alla penisola di Boscoforte, il corteo si è ritrovato in piazza davanti ai due monumenti. Ed è qui che Matteo Bandini, presidente del Cdp di Anita, citando Primo Levi, ha chiesto un ruolo attivo dei cittadini come fece 70 anni fa la gente del paese. Un più articolato intervento storico è stato proposto da Bruna Tabarri dell'Anpi di Ravenna la quale, oltre a ricordare alcuni momenti dei 20 mesi di lotta, ha a più riprese ribadito che «oggi più che mai è necessario ricordare cosa fecero donne e uomini di queste zone di valle». «Oggi però - ha aggiunto la Tabarri - occorre un esame di coscienza; uno sforzo per costruire un mondo di pace e farlo ricordare è un dovere». Di come oggi bisogna appunto rammentare quel passato, ne ha parlato il sindaco Antonio Fiorentini. Un primo cittadino che, dopo la sesta presenza ad Anita, si è dichiarato in difficoltà per trovare una formula nuova. «Mi sento un nano di fronte a coloro che sono morti per noi - ha affermato Fiorentini - perchè mi hanno consentito di parlare da uomo libero». E poi ha aggiunto: «Ricordiamo il passato, certo. Ma si faccia meglio oggi con la pace, l'uguaglianza e la democrazia». «E se vogliamo davvero fare memoria - ha concluso il sindaco ricordando i 147 cristiani uccisi di recente in Kenia - abbiamo tanta strada da fare: serve una battaglia politica quotidiana». Bellissimi i disegni che i bambini delle scuola hanno fatto perl’occasione. (g.c.)
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