Disoccupazione alle stelle E la ripresina non si vede
Nel 2014 chi ha perso e non trova lavoro è il 13.3%, dato più alto della media nazionale Tra i giovani va peggio: sono il 50.1%, tra loro le donne sono più penalizzate
Ancora non si vede la ripresa dell'occupazione nella nostra provincia. Non la vede l'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio, che ha reso noti i dati su disoccupazione e occupazione nel 2014 da poco trascorso e azzardato qualche previsione sull'anno in corso. Che non sarà quello della svolta, almeno sul fronte occupazionale.
Tasso di disoccupazione. Cominciamo però dal tasso di disoccupazione, ricordando che dal punto di vista statistico il disoccupato non è soltanto colui che non lavora bensì chi, pur cercando un impiego, non riesce a trovarlo. Il tasso indica quanti disoccupati ci sono sul totale della forza lavoro, che è la somma degli occupati e dei disoccupati (dunque di chi lavora e di chi, pur volendo, non riesce). Bene, nel 2014 il tasso nel Ferrarese era al 13,3%, più alto sia della media nazionale (che si è "fermata" al 12,7%) sia soprattutto della media emiliano-romagnola, che è molto più bassa (8,3%). Come noto, maggiori difficoltà incontrano le donne, visto che per loro il tasso sale addirittura al 14,5%, a fronte di un 13,8% regionale e di un 9,5% italiano. Non va comunque meglio agli uomini: 12,4% il tasso nel loro caso, mentre nel resto del paese si ferma a 11,9 e in Regione al 7,3%. Nota positiva è il calo rispetto al 2013, anno record in cui il tasso nella nostra provincia schizzò al 14,4%, il più alto degli ultimi undici anni.
Otto anni fa era al 2.6%. Quello del 2014 resta il secondo dato più consistente: tanto per rendersi conto di com'era la situazione fino a non moltissimi anni fa, basta pensare che nel 2007 il tasso di disoccupazione si fermò al 2,6%. Ancora più complessa la situazione per i giovani, categoria in cui viene incluso chi ha meno di 25 anni. Per loro, il tasso di disoccupazione nel 2014 è stato del 50,1%, un dato superiore alla media nazionale, già elevata di suo (42,7%), e a quella emiliano-romagnola (34,9%).
Troppi giovani senza lavoro. Consola poco pensare che nel 2013 la situazione in provincia fu addirittura peggiore (53%), anche perché se si confronta di nuovo il dato con quello del 2007 (13,5% la disoccupazione giovanile quell'anno) ci si rende ancora una volta conto di quanto sia stato sconvolto il mercato del lavoro in pochi anni. Anche tra i giovani sono le donne ad avere la peggio, per loro il tasso sale a 58,2% ("solo" 45,9% quello degli uomini), e il confronto con l'Emilia Romagna è impietoso, visto che in Regione il tasso è del 31,7% per uomini e 39,2% per le donne.
Piccola crescita di occupati. Quanto al tasso di occupazione, il 2014 ha segnato un aumento, visto che è passato dal 61,5% del 2013 (il dato più basso degli ultimi undici anni) al 63,3% dello scorso anno (in ogni caso, il secondo dato peggiore dal 2004). Almeno sotto questa voce la media nazionale è peggiore della nostra, visto che il tasso di occupazione nazionale è fermo al 55,7%, mentre l'Emilia Romagna ci supera con un 66,3%. Anche guardando a questi numeri si capisce la contrazione del mercato del lavoro: solo nel 2011, dunque davvero pochi anni fa, il tasso di occupazione raggiungeva il 68,1%.
Divario uomini-donne. Non manca il classico divario uomini-donne, con i primi che arrivano a segnare un tasso del 69,5% e le seconde ferme al 57,2%. È su questo punto che la Camera di Commercio azzarda una previsione, non esattamente rosea: il numero di occupati - la stimano- quest'anno non varierà rispetto all'anno passato. Diversa invece la situazione in Emilia Romagna, che segnerà un +0,7%. Insomma, tra tanti numeri qualcosa pare chiaro: la crisi è stata perfino peggiore di così. Ma per uscirne servirà ancora troppo tempo.
Gabriele Rasconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
