«Fede morto per colpa di quei 4»
La mamma: argomenti assurdi. Una legge sulla tortura può cambiare le cose
L’iniziativa del Sap ha coinciso proprio con il giorno in cui la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia per l’incursione alla Diaz durante il G8 di Genova e per l’assenza di una legge sul reato di tortura. Una notizia legata a doppio filo a Ferrara, perché a ricorrere alla Corte di Strasburgo è stato Arnaldo Cestaro, presente alla Diaz e in prima fila a tutte le manifestazioni dedicate a Federico Aldrovandi: «Non è mai mancato - ricorda Patrizia Moretti, la mamma di Federico - Sono soddisfatta della sentenza di Strasburgo, dimostra che in Italia il reato di tortura esiste, ma che manca una legge che lo punisca». L’introduzione in Italia del reato di tortura, continua la mamma di Aldro, «cambierebbe radicalmente le cose. C'è ancora molto spazio per migliorare». E la sentenza pronunciata dai giudici europei si inserisce in un «discorso più ampio per il cambiamento della cultura nell'operato delle forze dell'ordine. Non devono più accadere vicende come quella di Federico».
E sulle considerazioni avanzate dal Sap e dall’avvocato Zincani è lapidaria: «Sono assurdità. Anche noi sosteniamo la necessità di un addestramento adeguato e di una formazione permanente degli operatori, comprensiva di accertamenti psichiatrici, ma ad uccidere Federico non sono state le tecniche di ammanettamento, è stata la condotta dei quattro poliziotti, che sono stati giudicati dalle leggi vigenti, quindi perché insistere ancora? È stata una colluttazione prolungata, non è stato un fatto accidentale». Quella del Sap «è soltanto una scusa, non servono revisioni di comodo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
