«Siamo per la ‘buona scuola’ per questo faremo sciopero»
L'opposizione alla riforma della scuola voluta dal governo Renzi si tramuterà in sciopero. I sindacati di base Usb, Unicobas, Anief, Orsa Scuola, Slai Cobas e Cub hanno deciso di organizzarne uno,...
L'opposizione alla riforma della scuola voluta dal governo Renzi si tramuterà in sciopero. I sindacati di base Usb, Unicobas, Anief, Orsa Scuola, Slai Cobas e Cub hanno deciso di organizzarne uno, aperto a tutti i tipi di lavoratori, per la giornata del prossimo 24 aprile.
La protesta viene indetta nei confronti di un disegno di legge che gli stessi sindacati definiscono «inemendabile e irricevibile».
«Si sta costruendo nella lotta sulla scuola il fronte dei sindacati non collaborazionisti – scrivono le sigle sindacali promotrici – la vera risposta alle politiche di distruzione della scuola pubblica statale che unisce le rivendicazioni dei lavoratori – di ruolo, precari – al diritto all’istruzione e al sapere critico delle nuove generazioni».
« Il Ddl “La Buona Scuola” - continuano nella nota - trasformerà le scuole italiane in vere e proprie aziende gestite da presidi-manager liberi di assumere e licenziare i docenti e condizionare la didattica, mentre gli organi collegiali saranno svuotati di ogni potere decisionale».
«Gli studenti delle scuole superiori inoltre al posto di studiare e formarsi saranno sfruttati in attività di stage e apprendistato gratuito presso imprese private. Questa non è “Buona Scuola” - prosegue il comunicato dei sindacati - ma solo una pessima legge che crea scuole per i ricchi e scuole per i poveri, che limita il diritto allo studio eliminando la libertà d’insegnamento, che asserve il sistema d’istruzione pubblica agli interessi dei privati, precarizza a tempo indeterminato il corpo docente».
La conclusione della nota sindacale è tranciante «Con l’introduzione di un sistema di reclutamento a forte rischio di nepotismo e clientelismo condanna alla disoccupazione migliaia di docenti precari che lavorano nella scuola da anni attraverso le Gae e le Gi che verranno cancellate».
Fabio Terminali
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