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«Vendere le quote di Hera è privatizzare i servizi»

«Vendere le quote di Hera è privatizzare i servizi»

L’appello di Zagatti (Cgil) e Zanirato (Uil) al sindaco e al consiglio comunale «E necessario che i Comuni abbiano più capacità di controllo nella gestione»

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No all'ulteriore vendita delle quote Hera in mano all'amministrazione comunale. Pochi giorni fa aveva ribadito questo convincimento il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara, che chiamava al rispetto degli esiti dei referendum del 2011, ora è la volta di Cgil e Uil. «Crediamo sia a voi nota - scrivono Cristiano Zagatti e Massimo Zanirato, a nome delle segreterie provinciali dei due sindacati, in una lettera inviata a sindaco, presidente del consiglio comunale e singoli gruppi - la nostra posizione di totale contrarietà al fatto che il patto di sindacato di Hera, in scadenza nel prossimo mese di giugno, sancisca la diminuzione della quota di proprietà di Hera da parte dei Comuni, consentendo ai soci pubblici di scendere sotto il 51%».

Le ragioni di questa presa di posizione, aggiungono Cgil e Uil, «riguardano il fatto che già oggi con oltre il 57% del capitale sociale detenuto dagli enti locali, questi non svolgono, a nostro avviso, un ruolo vero ed incisivo di indirizzo e controllo». La scelta di scendere al 38% (questa nelle ipotesi che corrono la parte di azionariato che rimarrà ai Comuni soci) produrrà, secondo i sindacati, «un processo irreversibile di privatizzazione dei servizi pubblici locali», quando invece sarebbe necessario che i Comuni si riappropriassero «della capacità di controllo e di gestione dei servizi pubblici, al fine di garantire la qualità dei servizi offerti ai cittadini, il contenimento delle tariffe con particolare attenzione alla fasce sociali più deboli, la qualità del lavoro in Hera e nel suo indotto». Ciò perché, proseguono Cgil e Uil, «servizio idrico, gestione del ciclo dei rifiuti, energia, sono materie che riguardano i diritti dei cittadini e incidono sulla possibilità del nostro sistema territoriale di cambiare il suo modello di sviluppo anche attraverso politiche di ecosostenibilità, di cura e manutenzione del territorio, di valorizzazione dei servizi ai cittadini». In questa ottica, la multiutility «è e deve rimanere uno strumento pubblico fondamentale con un rafforzamento delle funzioni di indirizzo degli Enti Locali che, in questa delicata fase congiunturale, possa portare ad un rilancio degli investimenti, facendo così svolgere ad Hera anche una funzione anticiclica sul territorio», scrivono nella lettera Cristiano Zagatti e Massimo Zanirato. Le due forze sindacali riaffermano inoltre l'esigenza della proprietà delle reti, «ritenendo sbagliata la eventuale scelta di cedere proprietà e quote, da parte dei Comuni, al solo fine di fare cassa a causa dei tagli sbagliati che il Governo ha effettuato nei confronti degli enti locali».

La richiesta finale quindi è che «non vengano assunte decisioni unilaterali in tal senso, che vengano attivati tavoli di confronto preventivi con organizzazioni sindacali su questi argomenti e che non si giunga ad approvazioni di bilanci al cui finanziamento concorre la vendita delle azioni di Hera».

Fabio Terminali

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