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«La legge non si applica a nessun mio caso»

«La legge non si applica a nessun mio caso»

L’avvocato Anselmo: il reato di tortura non sarebbe mai stato contestato per i fatti che ho seguito, da Aldrovandi a Cucchi

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«Questa nuova legge sulla tortura così come è stata scritta non si applicherebbe a nessuno dei casi che ho seguito in questi anni come legale, da Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi e tutti gli altri. Soprattutto a quello di Federico». L’avvocato Fabio Anselmo, presente ieri a Roma alla conferenza stampa alla Camera dei deputati per fare il punto sulla legge e le eventuali modifiche proposte dal Movimento 5 Stelle, riflette sulla norma che dovrebbe inserire anche l’Italia tra i paesi europei e nel mondo più illuminati e garantisti. Ma è consapevole che così come è scritta la nuova legge «di fatto rende impossibile l’applicazione del reato di tortura nei casi che si presenteranno». La legge andrà in discussione oggi alla Camera dei deputati e la sua stesura con i sette articoli che la compongono sono finiti ieri sotto la lente di ingrandimento del Movimento 5 stelle che nell’incontro ha spiegato i nodi e la inefficacia reale della legge, la impossibiltà di applicazione del reato di tortura e la impossibilità di poterla contestare. Il problema è di tipo normativo: la nuova legge, così come è scritta prevede che la persona accusata (il torturatore) abbia avuto il fine di ottenere dalla vittima di turno, informazioni o dichiarazioni (confessioni estorte) o infliggere punizioni o vincere resistenza con il solo fine o compiacimento di infierire e causare sofferenze, motivate da razzismo, sessuofobia e omofobia ed orientamenti sessuali o per opinioni politiche e religiose. All’incontro di ieri alla Camera dei deputati, il deputato M5s, il ferrarese Vittorio Ferraresi, componente della Commissione giustizia ha ribadito che «stiamo aspettando da più di trent'anni il reato di tortura in Italia, per questo il Movimento 5 stelle ritiene tutto ciò vergognoso, ma ancor più vergognoso sarebbe che la commissione giustizia approvasse l'ennesima legge inefficace». Ferraresi concretizza le critiche con i «limiti probatori previsti dalla legge che rendono l'accertamento del reato di tortura difficile se non impossibile». Spiega l’avvocato Anselmo la assoluta inutilizzabilità della legge nel concreto: «Nel caso Aldrovandi furono causate 54 lesioni sul corpo di Federico e vi furono due manganelli rotti ma così come è oggi la legge che verrà discussa sarebbe stata inapplicabile, perchè occorre dimostrare che il motivo scatenante possa esser stato quello di infliggere sofferenze alla vittima, di avere avuto una sorta di compiacimento, non solo fermarla per motivi di ordine pubblico: questo è il limite della legge, per un reato che diventa davvero impossibile e che rischia di essere di nessuna applicazione». Lo stesso senatore Luigi Manconi, senatore Pd, presidente Commissione diritti umani del Senato lo ammette, poichè vi è stata la trasformazione da reato proprio a comune e per la scomparsa della formula 'privazione della libertà‘ come previsto dalle nazioni unite e da tutti i paesi europei». Detto ciò, ha concluso «se non verrà approvato questo testo, una legge sulla tortura non l'avremo per i prossimi 5 anni, quindi una legge mediocre è meglio che nessuna legge».

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