Pesca, c’è il gruppo “Aiutiamoci un Po”
Fabbri della Lega: «Bonifichiamo i fiumi dai predoni» Maggiore spazio per i pescasportivi. Mobilitazione online
COPPARO. «La lotta alla pesca di frodo e la difesa del Po,dopo la risoluzione bipartisan per inasprire le pene previste per i bracconieri, diventa mobilitazione on line. Il capogruppo leghista Alan Fabbri ha infatti lanciato il gruppo “Aiutateci un Po”, (il link https://www.facebook.com/pages/Aiutateci-un-PO una comunità Facebook per raccogliere adesioni e impegni per la tutela del grande fiume, dei suoi affluenti, dei canali e dell’intero reticolo idrografico emiliano romagnolo e per lanciare l’iniziativa di una riforma complessiva della legge regionale sulla pesca. La pagina è già ricca di contenuti: vi si trovano tutti gli atti presentati dal Carroccio in materia di pesca e di sicurezza fluviale, in primis la risoluzione – sottoscritta dalla Lega Nord – e votata il 3 marzo di quest’anno per impegnare la giunta a promuovere la pesca sportiva, consentendo, ad esempio, la reimmissione in acqua della carpa, ma anche a ‘dichiarare’ guerra ai predoni del Po e a rendere possibile l’utilizzo di esche di pesce non vivo, adeguatamente proporzionato, come vuole la tradizione. On line anche la recente interrogazione dei leghisti Fabbri, Marchetti, Pompignoli per fare luce sulle modalità di ripopolamento fluviale della Provincia di Bologna e sulle ragioni per cui gli esemplari di pesce in eccesso vengano ceduti alla Toscana. E ancora, sul profilo si trovano notizie, aggiornamenti e le fotografie dei sequestri di pesce pescato illegalmente. «Vogliamo che gli emiliano romagnoli possano tornare a vivere i loro fiumi, le cui rive sono da anni monopolizzate da bande criminali, per lo più dell’Est, che ne prosciugano le risorse e ne sconvolgono il patrimonio ittico e l’equilibrio». «Vogliamo fare dei nostri corsi d’acqua luoghi di incontro, di sport, di studio e relax, luoghi sicuri e da vivere, perché ‘bonificati’ dai criminali. Per farlo un passo fondamentale è riformare la legge sulla pesca. In questo senso la risoluzione del 3 marzo scorso, condivisa dal Pd, è un primo passo importante. Ci auguriamo che, sul tema del futuro dei nostri fiumi, si possa continuare a collaborare per arrivare presto a risultati concreti». Un po’ tutto il territorio provinciale è interessato da questo fenomeno. Si va dal fiume Po lungo tutta la sua asta nella nostra provincia, segnatamente nella zona tra Ro e Serravalle, da Stellata fino a Gorino, agli altri corsi d’acqua fino ai canali di irrigazione.
In provincia di Rovigo il presidente dell’amministrazione provinciale Marco Trombini ha annunciato drastici provvedimenti per limitare i danni al patrimonio ittico: «chiuderò alla pesca tratti interi di fiumi e canali totalmente e per anni. Se ci lasciano la polizia per i controlli la situazione cambierà». Da alcuni anni autentiche bande di criminali spesso composte da persone dell’Est, in particolare della Romania saccheggiano i nostri corsi d’acqua provvedendo poi a vendere il pescato a grossisti compiacenti o a trasportarlo nei mercati dell’Est. Tra le specie più richieste vi sono carpe e siluri. In Romania per sconfiggere questi predoni che operano in particolare nel delta del Danubio si è ricorsi all’Esercito.
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