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Poste, i sindacati sul piede di guerra minacciano scioperi

RUINA. Le Poste continuano ad essere un tema caldo. I sindacati sono sul piede di guerra. In attesa di capire che cosa accadrà per quanto riguarda chiusure di uffici e riorganizzazioni dopo la pausa...

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RUINA. Le Poste continuano ad essere un tema caldo. I sindacati sono sul piede di guerra. In attesa di capire che cosa accadrà per quanto riguarda chiusure di uffici e riorganizzazioni dopo la pausa di un paio di mesi che Poste Italiane si è concessa, i sindacati minacciano nuovi scioperi. Oltre alle chiusure di vari uffici (nella nostra provincia il piano prevede la cancellazione di Masi San Giacomo, Marozzo, Montesanto e Reno Centese e la riorganizzazione ad Alberone di Ro, Anita, Ruina) ora si sta aprendo un nuovo fronte riguardante la consegna a giorni alterni in 4.721 Comuni con la prospettiva che vengano toccate anche le 2.600 zone di recapito presenti in Regione. «Lo Stato ci vede dire che tipo di servizio universale vuole erogare - dice Glauco Melandri della Slc-Cgil - stiamo studiando altre iniziative di lotta e in questo percorso intendiamo coinvolgere anche la Uil mentre la Cisl osservo che fa scelte diverse».

« Utilizzeremo la sospensione dei termini della riorganizzazione ottenuta dalla Regione per coinvolgere nel modo più ampio possibile le istituzioni e le popolazioni». Lo ha detto Vincenzo Colla, segretario generale Cgil dell’Emilia-Romagna parlando del piano di riorganizzazione delle Poste originariamente previsto al via il 13 aprile e che avrebbe portato, in Regione, alla chiusura di 53 uffici postali e alla riorganizzazione di altri 35. Per Giuseppe Ledda, coordinatore generale Slc Cgil regionale «se non ci saranno risposte da parte delle Poste sia sul servizio universale, ma in particolar modo sul versante occupazionale in Emilia-Romagna, Slc-Cgil chiederà alle altre organizzazioni sindacali di proseguire la mobilitazione e i indire una giornata di sciopero da tenersi entro aprile».

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