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Scuola in rivolta: è sciopero

Scuola in rivolta: è sciopero

Contro la riforma nove giorni di astensione dalle attività aggiuntive

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Nove giorni, da oggi a sabato 18, di sciopero delle attività aggiuntive del personale docente e non docente. Un'intera giornata di presidio in piazza Municipale (venerdì 17, dalle 9.30 alle 18.30). Infine una manifestazione nazionale a Roma, sabato 18 alle 10.30 in piazza Santi Apostoli. Il tutto in vista di un possibile sciopero unitario. È il calendario di iniziative messo in campo dai sindacati per contrastare il disegno di legge governativo sulla scuola, o per lo meno una sua gran parte. Aderiscono praticamente tutte le sigle del settore: a presentare lo stato d'agitazione nella nostra provincia hanno provveduto per la Flc-Cgil Annalisa Fabbri e Hania Cattani, per la Cisl Scuola Alessandra Zangheratti, per la Uil Scuola Paolo Accardo, per lo Snals-Confsal Maria Giovanna Grazzi e per la Gilda-Unams Anna Rita Melloni. «In settembre il Governo parlava di 150mila assunzioni, che comunque non erano un'idea di Renzi ma la conseguenza della condanna inflitta all'Italia dalla Corte Europea - ha ricordato Cattani -, ma quando in marzo è stato presentato il disegno di legge la cifra era scesa di un terzo, a 100mila, in modo inspiegabile. E resta escluso il personale Ata, categoria che ha subito tagli pesanti». Melloni chiede l'assunzione di tutti i docenti nelle Graduatorie a esaurimento e anche di quelli esclusi che hanno mautrato 36 mesi di servizio, mentre Fabbri vorrebbe che il Governo usasse la decretazione d'urgenza e non un disegno di legge dai tempi molto più lunghi. Insieme ai numeri, l'altro grande bersaglio della proposta sono i nuovi poteri dei dirigenti scolastici, a cui spetterà il compito di scegliere i docenti, "pescandoli" da albi di nuova istituzione. Inoltre, ogni tre anni potrebbero perdere il posto. «È il principio dell'uomo solo al comando anche nella scuola - attacca ancora Grazzi - nel settore pubblico non può stare in piedi un rapporto di lavoro più che privatistico», mentre Cattani parla di «Jobs Act applicato alla scuola», e Fabbri segnala il rischio di incostituzionalità contenuto in un provvedimento che «segnerà la fine della libertà di insegnamento, grazie a docenti preoccupati di mantenere il proprio posto di lavoro». «Lo scopo fondante del disegno di legge - riassume per tutti Accardo - è proprio quello di sminuire il ruolo degli insegnanti». Chi da Ferrara vuole partecipare alla manifestazione romana del 18 può chiamare il 348 1309798 (Cgil), il 348 8701069 (Cisl), il 347 5032296 (Uil), il 347 2413425 (Snals) o lo 0532 206281 (Gilda).

Gabriele Rasconi

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