Un selfie per raccontare le bellezze della città
L’invito a inviare gli scatti tramite Instagram Direct con l’hashtag #MyFerrara
Entra nel vivo il programma di Agenda Digitale dell'amministrazione comunale.
Una delle sette azioni da mettere in campo riguarda l'universo dei social network e in particolare Instagram, quello basato essenzialmente sulle fotografie. E proprio un racconto fotografico sulla nostra città e le sue bellezze è ciò che si vuole costruire. Tutto a partire dal profilo ufficiale del Comune (seguito attualmente da quasi 2.100 persone), ma la particolarità è che questo sarà gestito, pubblicando sette immagini in altrettanti giorni, da un amministratore diverso a settimana, scelto tra i cittadini che vorranno candidarsi: basta scattarsi un selfie, meglio se con un bel monumento alle spalle, e quindi inviarlo a @comunediferrara tramite Instagram Direct, insieme alle proprie generalità, che ovviamente non saranno divulgate a terzi. Tutte le informazioni sono leggibili sul web, all'indirizzo www.comune.fe.it/myferrara. Si parte il 23 aprile, giorno del patrono San Giorgio, per poi arrivare sino a fine anno e c'è la collaborazione della community Instagramers Ferrara (attivissima e formata da oltre 2.600 appassionati del social). L'hashtag è #MyFerrara, che dà il nome al progetto le cui intenzioni sono di rivelare il grande patrimonio storico-architettonico della città: il Castello, la statua del Savonarola, il centro cittadino ma anche gli scorci meno conosciuti. Ci si ispira a precedenti esperienze attuate nei comuni di Bologna e Torino.
Il tutto sarà concluso con un ebook, una pubblicazione elettronica, che verrà realizzata in collaborazione con gli studenti del liceo scientifico Roiti.
Il progetto è stato presentato ieri mattina in municipio dagli assessori Aldo Modonesi (da tempo molto a suo agio sui social), Massimo Maisto (nuovo frequentatore) e Roberto Serra, dal dirigente dei sistemi informativi del Comune Fabio De Luigi, dall'operatrice Ilenia Mantoan e dalla coordinatrice degli Instagramers Barbara Lunghi.
Fabio Terminali
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