«Il crocifisso in tribunale lo tolsi io»
Il ricordo di Andrea Ricci, segretario di Rifondazione, che nell’89 era dipendente comunale: l’ordine arrivò dal presidente
Era diventato un piccolo giallo. «Chi ha rimosso i crocifissi dal tribunale?», era la domanda comparsa qualche giorno fa sulla stampa locale.
Andrea Ricci, il segretario provinciale di Rifondazione comunista, di cui è stato uno dei fondatori a Ferrara, ha visto una foto pubblicata sulla Nuova Ferrara che risaliva al 1989, dove il crocifisso compariva ancora su un muro dell’Aula B, quella utilizzata in genere per i processi più importanti, e ha ricordato tutta la storia.
«La verità sulla soppressione dei crocefissi nel tribunale di Ferrara la conosco io», ha annunciato prendendo contatto col giornale. «Era l'anno 1989 e in quel periodo ero dipendente del Comune di Ferrara - ricorda Ricci - Ero entrato in servizio l’1 aprile come elettricista incaricato dei servizi tecnici presso il Tribunale estense dove ho lavorato fino alla fine del 1990». La data in cui colloca il fatto non è precisa, ma la scena è ben stampata nella memoria di Ricci: «Non ricordo esattamente in quale mese arrivò il nuovo presidente del tribunale, ruolo che era stato per un periodo di tempo vacante - aggiunge l’ex dipendente comunale - ma fu proprio lui, il nuovo presidente, qualche mese dopo l’insediamento a dare l’ordine di togliere il crocifisso dall'aula in cui si svolgevano i processi della Corte d’assise».
Le motivazioni che furono riportate facevano riferimento all’applicazione di norme legate al nuovo Concordato, «ma allora non entrai nei dettagli - prosegue il segretario di Rifondazione - A togliere fisicamente il crocifisso dalla sua posizione, comunque, fui io. Non so quanti crocifissi si trovassero nelle aule del tribunale, ma da quanto ricordo - sottolinea Ricci - non erano presenti in ogni aula. Io comunque rimossi solo quello dell’Aula B perchè quello mi fu chiesto».
Si trattava di un «manufatto semplice come ancora raramente ci capita di vedere in luoghi pubblici», dice ancora Ricci prima di spiegare che quel ricordo gli è rimasto impresso anche perché «eravamo nell’89, l’anno della caduta del Muro di Berlino, ed erano i primi tempi in cui iniziavo a dedicarmi alla politica nel partito di Rifondazione Comunista». La questione, recentemente innescata da una lettera al presidente del tribunale firmata da una ventina di avvocati del foro estense che chiedono il ritorno del crocifisso nelle aule del Palazzo di Giustizia, ha già ispirato diversi interventi ospitati dalle pagine della Nuova Ferrara. (mar.go)
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