Cna: «Stop all’abusivismo segnalate i falsi artigiani»
L’associazione mette a disposizione di imprenditori e cittadini una e-mail «Informateci su abusi e lavoro in nero». La collaborazione delle istituzioni
Serve un gioco di squadra per provare a sconfiggere, o perlomeno ad arginare, l’abusivismo. L’assunto è alla base di un’iniziativa lanciata da Cna, che trova la collaborazione di istituzioni locali, organismi di controllo e forze dell’ordine. “Sono sempre di più le aziende in difficoltà in questo periodo – spiega il presidente provinciale Alberto Minarelli – e l’abusivismo è un fenomeno in espansione. Noi puntiamo viceversa a sostenere chi intende operare nella legalità, garantendo la qualità e i consumatori”. Ecco quindi che viene messo a disposizione un indirizzo di posta elettronica (stopabusivismo@cnafe.it) a cui gli imprenditori associati, ma anche tutti i cittadini, possono segnalare le attività irregolari: per esempio pseudo artigiani che esercitano senza avere i titoli necessari, l’utilizzo di lavoro nero o altro ancora. Le informazioni fornite saranno attentamente vagliate e successivamente, se documentate e non coperte da anonimato, inoltrate agli organi competenti. “Si tratta di un piccolo mattoncino che mettiamo in pieno spirito di collaborazione”, sostiene il direttore di Cna Corradino Merli. Sono pronte anche locandine e adesivi con un motto chiaro e semplice: “Sai perché un abusivo costa meno? Perché i rischi sono tutti tuoi”. Secondo i dati portati in conferenza stampa dal segretario generale della Camera di Commercio, le diverse forme di illegalità valgono il 4-5% del Pil provinciale; “purtroppo va diffondendosi l’idea che la legalità è costosa – aggiunge Mauro Giannattasio – ma continuando così sono a rischio le possibilità di crescita e di mantenimento della coesione sociale”. L’abusivismo interessa i settori più disparati: moda, benessere, arti fotografiche, edilizia, impiantistica e trasporto sia di merci che di persone, attività di ristorazione e pubblici esercizi.
La campagna ha il sostegno del prefetto: “Non possiamo permettere – dice Michele Tortora – che l’impresa “buona” sia scalzata dall’impresa “cattiva”. La risposta giusta è un circolo virtuoso basato sulla fiducia tra cittadini, corpi sociali e istituzioni”. Piena disponibilità ad accogliere le segnalazioni arriva dal comandante provinciale dei carabinieri, Carlo Pieroni, e dal numero uno della guardia di finanza Sergio Lancerin. Così come intergrate nel progetto sono anche Inps, Inail e Direzione provinciale del Lavoro. Mentre il Comune di Ferrara è il primo in provincia a firmare (ieri l’ha sottoscritto l’assessore Caterina Ferri) un protocollo che tra i suoi obiettivi pone in primo luogo la sensibilizzazione dei rischi ai quali i cittadini incorrono non rivolgendosi a una “impresa vera”. Altre amministrazioni comunali seguiranno.
Fabio Terminali
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