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Come cambiano i servizi sanitari

Come cambiano i servizi sanitari

CODIGORO. Di fronte ad un pubblico attento ed abbastanza numeroso, si è svolta, ieri pomeriggio, al centro sociale di via Rosario a Codigoro, l’assemblea sui cambiamenti dei servizi sanitari nel...

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CODIGORO. Di fronte ad un pubblico attento ed abbastanza numeroso, si è svolta, ieri pomeriggio, al centro sociale di via Rosario a Codigoro, l’assemblea sui cambiamenti dei servizi sanitari nel territorio della provincia estense. Assemblea organizzata da Spi-Cgil, che ha visto al tavolo dei relatori, coordinati da Cristina Bovolenta, segretaria della Lega Spi-Cgil, Gianni Serra, direttore del distretto Sud Est dell'Azienda Asl Ferrara, Sandro Arnofi, responsabile area socio sanitaria di Spi-Cgil ed il sindaco di Codigoro, Rita Cinti Luciani. Ad aprire il tavolo di assemblea a discussione, Sandro Arnofi, che ha presentato un excursus storico delle patologie cliniche che hanno caratterizzato la provincia estense. Oggi nella maggior parte della provincia di Ferrara si registra un crescente incremento delle malattie croniche rispetto a quelle acute, per l’innalzarsi dell’età media dei suoi residenti. Una riorganizzazione sanitaria che vede un ospedale di riferimento (Cona), tre distretti ospedalieri (Cento, Lagosanto, Argenta) e le strutture di supporto come Comacchio, Copparo e Bondeno. Il dottor Gianni Serra ha illustrato il lavoro che si sta facendo a livello ospedaliero, che si sta organizzando per creare reparti suddivisi per intensità di cure. «Non sarà percorso facile - ha detto Serra - perché bisogna reinsegnare, reimparare e rimodulare il sistema». Ultimo intervento del tavolo dei relatori, il sindaco di Codigoro Rita Cinti Luciani. «Dal 2007 la Regione Emilia Romagna - ha illustrato il primo cittadino codigorese - ha cominciato a finanziare il fondo della non auto sufficienza, rivolta a quelle persone che hanno difficoltà, nella terza età, ad avere un aiuto a livello domiciliare. Dobbiamo creare un sistema che sia di facile gestione, che non faccia impazzire il cittadino, la modalità va cambiata ed un sistema che deve essere ripensato e ridisegnato e non è semplice. Si stanno facendo quindi dei ragionamenti con i sindacati, i medici e le amministrazioni locali». Il primo intervento pubblico è stato di Gabriele Zannini, ex assessore alla Sanità del comune di Mesola, che ha puntato il dito sulla marginalità territoriale della provincia di Ferrara, come Mesola, Goro e Gorino, che hanno come unica alternativa alla scelta sanitaria l’emigrazione in Veneto. A rispondere il dottor Serra, che ha annunciato che spera di portare a casa qualcosa di positivo per il territorio di Mesola, ma non solo per questa parte di territorio ferrarese, anche se, ha rimarcato il medico, non sarà cosa facile. Altri interventi da parte del pubblico hanno reso il polso della situazione della cittadinanza.

Maria Rosa Bellini

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