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La campagna di Murat ricordata a Occhiobello

La campagna di Murat ricordata a Occhiobello

Da ieri ha preso il via la due giorni per celebrare il bicentenario della battaglia Questa mattina dalle 9 la seconda parte del convegno storico internazionale

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E' in pieno svolgimento a Occhiobello la due giorni di eventi per celebrare il bicentenario della campagna d'Italia di Gioacchino Murat, re di Napoli. Occhiobello dopo Rimini è il secondo appuntamento: ieri e oggi sono in programma eventi di rievocazione. Al centro congressi Savonarola si svolge oggi dalle 9 alle 13 la seconda parte del convegno storico internazionale "1815-2015 Bicentenario della battaglia di Occhiobello, crollo dell'impero e nascita della nazione: la campagna murattiana del 1814-1815", organizzato in collaborazione con l'associazione Minelliana e l'Archivio di Stato di Rovigo.

«Ciascuna località - spiega il giornalista e storico Maurizio Romanato - intende recuperare la propria specificità legata all'evento storico, per quanto riguarda Occhiobello, ci siamo concentrati sullo scontro fra le truppe di Murat e quelle austriache di Federico Bianchi. In questi luoghi tutta l'offensiva di Murat subì un arresto e gli avvenimenti seguenti, fino alla fucilazione di Pizzo Calabro, portarono alla fine del progetto murattiano di unità d'Italia».

Cenni storici.

Nel 1812, dopo la campagna di Russia, Murat, generale di Napoleone, abbandona lo schieramento francese e si reca a Napoli di cui era stato nominato re nel 1808 da Napoleone e dove coltiva l'idea di unire l'Italia sotto la sua bandiera. Nel 1813/14 consapevole che l'era del cognato stava tramontando, si allea con gli austriaci per mantenere il regno di Napoli e attacca il cognato di Napoleone Eugenio Beauarnies. Durante il congresso di Vienna, Murat comprende che la situazione non gli è favorevole, pensa, quindi, di ribaltare le alleanze e spingersi in pianura padana contemporaneamente alla fuga di Napoleone dall'Elba. Divide l'esercito lungo due direttrici, una adriatica, l'altra attraverso il Lazio e la Toscana per raggiungere la pianura padana e dichiara guerra all'Austria. Il 30 marzo, con il proclama di Rimini, invita gli italiani a unirsi all'esercito napoletano promettendo unità e indipendenza nazionale sotto il suo regno. Dopo gli iniziali successi, nel tentativo di assalto al Lombardo-Veneto, Occhiobello rappresenta il nodo strategico della sua avanzata verso Venezia e Milano. Gli austriaci, al comando del generale italiano Federico Bianchi, difendono strenuamente la 'testa di ponte' di Occhiobello dai ripetuti assalti delle truppe napoletane. Dopo due giorni di inutili tentativi (7-8 aprile 1815), Murat è costretto a ritirarsi di fronte al contrattaccco degli imperiali. Senza sostegno della popolazione, seguiranno la sconfitta di Tolentino, la resa con il trattato di Casalanza, la perdita del regno, l'esilio e la fucilazione a Pizzo Calabro nell'ottobre 1815.

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