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Parcheggiatori abusivi: lotta 'impossibile'

Parcheggiatori abusivi: lotta 'impossibile'

Quando l’addetto alla sicurezza arriva, loro si allontanano. Poi appena possono tornano a chiedere una mancia

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Trovare un parcheggio per la propria automobile in una zona libera non è facile e quindi dopo aver girato a vuoto molti automobilisti decidono di utilizzare le zone a pagamento: qui però oltre al contributo obbligatorio, si aggiunge quello che viene richiesto da una schiera di parcheggiatori abusivi che Ferrara Tua ha deciso di contrastare con un consistente investimento annunciato proprio ieri dal direttore Lucio Catozzo: 30 mila euro spalmati in tre mesi per potenziare una sorveglianza affidata all'agenzia Securiteam.

Gli operatori però sono già in servizio dalle festività di Pasqua nei parcheggi Centro Storico (noto anche come “Kennedy”), Diamanti e San Guglielmo, una soluzione per chi si trova ogni giorno di fronte a frotte di abusivi.

«Solo questa mattina - dichiara un addetto alla sorveglianza in piazzale Kennedy - ne ho allontanati sette. In realtà noi non li minacciamo né procediamo contro di loro perché basta che ci vedano in lontananza per sparire». O meglio per allontanarsi un po’.

«Se io mi sposto nella parte sud del parcheggio, loro vanno nella direzione opposta e viceversa. Magari stanno fermi vicino alla macchinetta che distribuisce i contrassegni e in questo caso non puoi dire nulla, ma appena possono approfittano per chiedere qualche centesimo agli automobilisti».

La dinamica è effettivamente questa. Basta aspettare qualche minuto per verificare la situazione di continua pressioni degli abusivi. L'operatore della Securiteam si allontana e poco distante vi sono già due uomini di colore pronti a dare consigli e indicazioni su dove trovare un posto per l'auto e aiutare a parcheggiare.

«Siamo tutti e due nigeriani - ci raccontano - e con questa attività non guadagniamo molto. Io, al massimo, ho ricavato in una intera giornata 15 euro ma ieri ad esempio ne ho presi solo 3. Sono sposato e ho un bambino di un mese; mia moglie ha perso il lavoro e non sappiamo come andare avanti».

I giornali loro non li leggono ma non hanno bisogno di farlo per sapere come stanno le cose; hanno visto che da un po' di tempo nei parcheggi a pagamento vi è la sorveglianza ma cercano ugualmente di barcamenarsi.

Va decisamente meglio al vicino Mof, dove non si paga e dove non interviene nesuno in quanto non vi è un servizio di security. Qui i parcheggiatori abusivi di origine africana si contendono la piazza con alcuni nomadi che si sono messi in concorrenza.

Difficile farli parlare anche se un giovanissimo marocchino ha risposto in uno stentato italiano: «Cosa facciamo di male se stiamo qui ad aiutare chi deve parcheggiare? Molti ci dicono solo "grazie" e poi vanno via, altri ci danno qualcosa , pochi soldi mentre noi stiamo sotto il sole tutto il giorno».

Margherita Goberti

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