ferrara
Pugni, rapine e violenza gratuita: ecco il 'credo' della baby-gang
◗
La Polizia di fronte al McDonald'sQuattro ragazzini tra i 14 e i 17 anni incastrati per reati gravi: il più deciso usava i rudimenti di boxe sulle vittime. Nasi e costole rotte nel bilancio dei loro raid davanti ai McDonald's
4 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. «Usavano la violenza per la violenza». Forse, spiegano in questura, «siamo addirittura al di sotto dei futili motivi». Erano quattro i ragazzini che terrorizzavano i coetanei in centro storico. Tre di origini marocchine e un italiano. Ed era lui l’italiano - mantovano di origini, residenza ferrarese - il più cattivo. Aveva imparato i rudimenti del pugilato e li usava...a piene mani, colpendo ragazzini più indifesi assieme ai compagni di scorribanda. Gli amici della gang.
Una baby-gang, per la precisione, visto che i quattro ragazzini denunciati per diversi reati, come lesioni e rapina, hanno tutti un’età compresa tra i 14 e i 17 anni. Sono loro i responsabili degli atti di violenza e bullismo ai danni di coetanei avvenuti in città fra la fine di dicembre e il febbraio scorso. Almeno quattro gli episodi al centro dell’indagine condotta dalla questura, tutti avvenuti davanti ai McDonald’s di Ferrara, tre nei pressi del locale di piazza Trento Trieste e uno vicino al ’gemello’ di via Modena. Posti frequentati dai giovanissimi, che si ritrovano lì davanti nei pomeriggi e ci passano delle ore. Spesso le vittime erano altri ragazzini clienti dei fast food.
I reati andavano oltre le semplici molestie: botte e percosse per tutti (nasi e costole rotte), anche con settimane di prognosi per i malcapitati, più la rapina.
Ed ecco gli episodi contestati dalla polizia. «Per le indagini ci siamo avvalsi dei filmati delle telecamere installate davanti ai negozi - ha spiegato il comandante della Squadra Mobile di Ferrara, Andrea Crucianelli - ma anche dei racconti fatti dai testimoni e dalle vittime che hanno sporto denuncia».
L’indagine della polizia ha anche un nome (“Drive In”) e ha preso le mosse da un’aggressione avvenuta il 29 dicembre scorso in piazza Trento Trieste. Un sedicenne e la fidanzata sua coetanea, in gita a Ferrara, passeggiano in centro. E' pomeriggio e l’attenzione del gruppetto di bulli viene attratta dai capelli tinti di rosso (lui) e di rosa (lei). Offese, insulti, scherni: il turista sedicenne ribatte qualcosa e viene raggiunto e colpito con una testata al volto dal bulletto italiano, che ha 15 anni. Un amico di quest’ultimo affrerra il sedicenne per il collo, i due - con un terzo a dare manforte - lo prendono a calci e lo feriscono di nuovo al volto.
Intervengono i passanti, il ragazzino e la fidanzata si rifugiano tra le bancarelle della Fiera del regalo ma vengono raggiunti e il sedicenne viene picchiato di nuovo fino a quando alcuni commercianti mettono in fuga gli assalitori. Il ragazzino ferito riporta trauma facciale con frattura al naso, contusione ad uno zigomo e altre lacerazioni: la prognosi è di 25 giorni. Ma una volta rientrato a casa, nel mestrino, il ragazzino malmenato deve essere operato per ridurre i danni della frattura. Il quindicenne italiano e i due stranieri (14 anni e 16) devono rispondere di lesioni personali.
Il 31 dicembre, sempre vicino al McDonald’s che si affaccia sulla piazza, il bis, questa volta ai danni di un quindicenne marocchino. Verso le 20.30 viene rapinato con la minaccia di un coltello da due connazionali, uno dei quali se ne va con cellulare e portafogli. L’altro resta nei paraggi e quando il primo rientra, il rapinato gli chiede la restituzione degli effetti personali. Gli vengono resi portafogli e cellulare, ma vengono ‘trattenuti’ 15 euro in contanti. La paura fa a 90: quella sera - San Silvestro - il ragazzino rapinato doveva andare a ballare, ma rinuncia. Per quell’episodio ai due baby-rapinatori il tribunale dei minori impone il collocamento in comunità (a Bologna e a Imola), poi a uno dei due viene concessa la misura della “permanenza in casa” con la famiglia. I due sono stati denunciati anche per il primo episodio.
Il 2 gennaio 2015 poco dopo le 18 una madre informa la polizia che alcuni giovani hanno picchiato il figlio (italiano), sempre nei pressi del McDonald’s, in piazza. Qualcuno gli ha sferrato un pugno in faccia dopo che era uscito dal fast food assieme a un cugino. I danni fisici sono importanti: frattura di una costola, infrazione di una seconda costola e della radice delle ossa del naso. Prognosi: 20 giorni. Il bullo, marocchino, 17 anni, è denunciato per lesioni personali e l’italiano, già al centro del primo episodio, per favoreggiamento (ha invitato l’amico a scappare).
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11215700:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/04/11/news/il-questore-si-azzuffano-e-picchiano-per-motivi-insignificanti-1.11215700]]
L’ultimo fatto della sequenza è avvenuto in corrispondenza del McDonald’s in via Modena, prima periferia della città. Il 7 febbraio scorso il ragazzino italiano (pessimo contesto familiare e bassissimo rendimento scolastico, frequentatore di palestre e corsi di pugilato, dice la polizia) verso le 22.30 se la prende con un quindicenne italiano. Lo invita a uscire dal locale e gli chiede quanto costa il suo giubbotto. I due rientrano, poi il quindicenne col giubbotto si dirige verso il bagno del locale seguito da alcuni giovani della gang. Un amico si va ad accertare se qualcuno lo stia infastidendo ma il bulletto italiano lo prende a spintoni e gli chiede di uscire. Fuori lo mena: ferita a uno zigomo, sangue dal naso, contusione ad un orecchio. Il bullo italiano, per questo fatto, è indagato per lesioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
