Un metal-detector anche in procura
Dopo la strage di Milano il Comitato sicurezza ha deciso più controlli dentro e fuori il tribunale. Vigilanza in via Mentessi
FERRARA
Milano chiama Ferrara e qui in città, così come sta accadendo in tutti i tribunali d’Italia, si cerca di metter a punto un miglior sistema di sicurezza nei palazzi di giustizia. Ieri a Ferrara si è riunito d’urgenza il Comitato ristretto ordine e sicurezza in prefettura, dove alla presenza del presidente del tribunale Pasquale Maiorano si è fatto - spiega lui stesso- «il punto della situazione». Con i vertici di Carabinieri e Polizia si è deciso di aumentare i controlli all’interno del tribunale e procura e all’esterno, soprattutto in via Mentessi, sede degli uffici della procura. Qui, infatti, vi è il punto più «critico» della sicurezza della cittadella della giustizia cittadina: due gli ingressi, vigilati solo da custodi, ma questo sistema non basta, non può bastare: «Ora valuteremo assieme al procuratore Cherchi e alla procura generale - spiega Maiorano a conclusione del comitato di ieri - di installare un metal-detecor anche in procura, un presidio tecnologico che garantisca maggiore sicurezza.
Ma è ovviamente una soluzione meno immediata», taglia corto Maiorano sottolineando che «ad esempio per quello installato in tribunale sono occorsi 4 anni. Ed è ancora ovvio che solo questo sistema non può bastare».
Perchè non garantisce la massima sicurezza necessaria «per strutture così sensibili -, sottolinea Maiorano - poichè chi ha responsabilità finanziarie ed economiche (gli enti pubblici, ndr) dovrebbero riflettere che un palazzo di giustizia non è un ufficio pubblico qualsiasi, poichè al suo interno si trattano problemi delicatissimi per sfratti, fallimenti, famiglia e il penale, che innescano situazioni difficili». E’ indubbio che la strage di Milano (i 4 morti in tribunale) hanno riacceso il problema sicurezza in tutti i palazzi di giustizia: e basta chiederlo agli addetti all’ingresso del tribunale che lavorano al metal-detector per raccogliere la preoccupazione. Soprattutto alla luce del fatto che ormai è di dominio pubblico il «buco nero» di tribunale e procura: il passaggio intermedio tra le due strutture che, entrando dalla procura, permette di fatto di eludere i controlli eseguiti col metal-detector dall’ingresso di via Borgoleoni.
«Il problema c’è si sa che è reale, poichè ai controlli umani occorre sommare quelli tecnici, ma per questi occorrono risorse». Dove trovarli? Gli enti pubblici debbono farsene carico come accaduto qui in tribunale? «Posso dire e lo ribadisco che per installare il metal-detector all’ingresso di via Borgoleoni abbiamo impiegato 4 anni, e lo dobbiamo al Comune di Ferrara (proprietario della struttura, fornisce il personale interno e anche le risorse economiche, ndr) che si è frugato in tasca, non è un modo elegante, per dirlo ma è così». Ossia le risorse sono poche, i problemi tanti. Quello della sicurezza è ciclico, «ed è fuor di dubbio un problema dovuto anche ad una situazione logistica di difficile soluzione» conclude Maiorano.
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