Archeologi dell’Aria La grande missione è recuperare la storia
Presentato a Ro il risultato delle ricerche nel Copparese Esposti resti del Thunderbolt ed effetti personali del pilota
RO. Ieri al centro sociale il Mulino a Ro straordinaria giornata di storia, ricerca, passione e anche umana pietà per un pilota americano caduto nei cieli di Guarda il 24 aprile del 1944. Gli appassionati crash finders degli Archeologi dell’Aria (recentementi riuniti in associazione vera e propria: sono volontari che nel tempo libero vanno a cercare siti, recuperare e tener viva la memoria storica dei territori, in collaborazione con il Museo del Po della II Guerra Mondiale di Felonica (Mn) hanno trasportato il numeroso pubblico nei giorni del conflitto, con un preciso inquadramento storico. Il tutto arricchito da fotografie d’epoca, anche aree, per poi dare una rapida ma efficace infarinatura tecnica sull’aereo caduto, un Thunderbolt P47 D con capottina a goccia, spiegando le modalità dell’azione in cui il pilota dell’esercito americano venne abbattuto per poi schiantarsi, rovesciato, in un campo. E risalendo, poco a poco, alla lunga “caccia” del luogo della caduta, partendo dai classici ricordi della zia, per poi incrociarli con il rapporto storico della missione (fra l’altro pare sia un caso piuttosto raro di precisione nel rapporto, per fatti, ore, posizioni e circostanze) e andare quindi alla ricerca del relitto. È stata raccontata l’opera di ricerca con i metal detector, la grande collaborazione con proprietari ed affittuari dei fondi interessati e con i carabinieri di Ro - in primis il maresciallo Guidi -, l’aiuto di aziende per il movimento terra del Copparese. E, ancora, il recupero delle spoglie del pilota, affidate ai carabinieri, i suoi effetti personali e la piastrina di riconoscimento. E per ultimo tutto il certosino lavoro di recupero dei reperti e i ringraziamenti ai tanti che hanno reso possibile il recupero.
Erano presenti il sindaco di Ro, Antonio Giannini, che ha ricordato il valore dell’opera compiuta, ed i vari relatori (Simone Guidorzi per la parte storica e Samuele Bernini del Museo di Felonica per le modalità di conservazione, Fabio Raimondi, Gianluca Mazzanti ed Enzo Lanconelli degli AdA). In ultima un bel mazzo di fiori per la signora del proprietario del fondo, fondamentale per caffé e torte nei giorni del recupero. Inoltre, nella sala vicina è stato allestito il museo temporaneo con i reperti raccolti, tra effetti personali e l’impressionante motore del caccia.
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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