Domanda Unica Scadenza rinviata al 15 giugno
La soddisfazione di Confagricoltura: bene così, ma forse nasconde qualche pecca in tema di semplificazione
La Commissione Europea ha deciso di rimandare al prossimo 15 giugno il termine per la presentazione della Domanda Unica 2015.
«Una bella notizia - commenta Confagricoltura Ferrara - ma che forse nasconde qualche pecca, soprattutto rispetto all'obiettivo della semplificazione che la riforma sulla Pac si era prefissata».
«Ancora oggi - continua l'organizzazione - molte aziende sono alle prese con le difficoltà legate al Greening incapaci di districarsi fra gli obblighi di diversificazione, fra colture principali o meno principali e l'obbligo di creazione di superfici a finalità ambientale. Di fatto stiamo assistendo ad una situazione di grande confusione a livello normativo, di cui ne può essere un esempio esplicativo il decreto ministeriale noto come Agricoltura 2.0 (il decreto andrebbe forse chiamato "burocrazia-agricoltura 2-0", per prendere a prestito il linguaggio calcistico), che dovrebbe andare nella direzione proprio della semplificazione ma che, purtroppo, tale non è. Si pensi, ad esempio, alla definizione della figura dell'agricoltore attivo o degli aiuti accoppiati per la zootecnia che hanno visto numerosi tentennamenti e modifiche; altro esempio la vicenda sul Piano Assicurativo che ancora ad oggi, a meno di 15 giorni dal termine di assicurazione per le produzioni a semina invernale e per i frutteti, non ha risposte chiare sulle modalità di gestione amministrativa e finanziaria degli aiuti previsti per la Gestione del Rischio. Inoltre ad oggi ancora non si sa nulla rispetto al Pai (piano assicurativo nazionale). A peggiorare ancor più la situazione, spunta a sorpresa l'obbligo di presentazione di una “manifestazione di interesse” per l'ammissione ai benefici comunitari sul pagamento di premi assicurativi, propedeutica alla vera domanda di pagamento dell'aiuto (da presentarsi nel prossimo autunno)».
«Pare quindi chiaro - continua Confagricoltura - che la proroga al 15 giugno è stata già vanificata dall'inserimento di nuovi adempimenti o dal ritardo di attivazione di altri. Che fare? Sicuramente la Gestione del Rischio dovrebbe essere, per il 2015 trattata esattamente come nel 2014, rimandando l'introduzione di procedure innovative al prossimo anno e comunque in maniera graduale e pluriennale ed accorpando al 30 giugno il termine per porre sotto copertura le produzioni autunnale e primaverili 2015. Allo stesso tempo occorre rimandare al prossimo anno l'attuazione del decreto semplificazione Agricoltura 2.0. È inoltre necessario procedere all'attivazione della Ricognizione Preventiva e rendere più snelle le procedure informatiche che da tempo stanno alla base dei procedimenti amministrativi della Pac: dal cosiddetto Piano colturale così come elaborato da Agrea, alla Domanda Unica vera e propria. Non da ultimo, prevedere per il 2015 un anno di moratoria di qualsiasi penalizzazione o sanzione in capo alle aziende, conseguente agli inevitabili errori e imprecisioni presenti nelle Domande Uniche redatte e prodotte in una situazione talmente caotica».
Andrea Tebaldi
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