È morto Antonioli, il mago del cuore
Il cardiologo è stato un pioniere nel campo dei pace-maker. Famoso per i suoi studi sull’elettrostimolazione
Per Seymour Furman, primario del Montefiore Hospital di New York e direttore di “Pace” una delle riviste internazionali più quotate nel campo dell'elettrostimolazione cardiaca, era “il mago del cuore”. Questa la definizione per identificare Giovanni Enrico Antonioli, che si è spento ieri all’età di 83 anni dopo una lunga malattia. Antonioli è stato il padre scientifico dell'elettrocatetere ad analisi fluttuante, il pioniere nel campo dei pace make; è stato uno dei primi ricercatori a dire che il cellulare "faceva male al cuore".
Giovanni Enrico Antonioli, per gli amici “Gianrico”, è stato anche primario della Divisione Cardiologica dell'arcispedale Sant'Anna di Ferrara. Era il 1981 quando a Montreal propose un nuovo metodo terapico, l'uso dell'elettrocatetere, ovvero, l'interfaccia fra cuore e pace maker che raccoglieva informazioni sul ritmo cardiaco attraverso un sensore applicato nell'atrio destro del cuore e interveniva stimolando il ritmo cardiaco, quando necessario, nel ventricolo. Venne così definito “il medico pioniere” e insignito, durante il XX Congresso mondiale di Cardiologia del 1998 a Nizza di un premio importante, lo “Special Award Cardiostim '98 for Pionieer Physician”. «È un vecchio sogno quello che caratterizza oggi la medicina - dichiarò alla stampa lo stesso Antonioli - vedere i medici diventare un po' più ingegneri e questi ultimi acquisire un po' più di cultura medica».
Originario di Rovigo, ma ferrarese doc, Antonioli cominciò negli anni 70 a coltivare gli studi sull'elettrostimolazione cardiaca e lavorò a lungo sull'effetto del cellulare nei portatori di pace maker per arrivare alla conclusione che il cellulare - allora, nel 1991, era ancora definito come "telefono portatile" - creava interferenze agli apparecchi elettronici inseriti nel torace dei pazienti affetti da aritmie bradicardiche o tachicardiche, portando cioè il cellulare nel solito taschino. «Il più insidioso - raccontava il cardiologo - è risultato il Gsm, poichè il più potente degli altri apparecchi di telefonia mobile. E' sufficiente un solo squillo per mandare in tilt il pace maker, i cui sensori lo interpretano come segnale che proviene dal cuore impedendo, di fatto, la stimolazione».
Laureato in medicina e chirurgia nel 1957 a Ferrara, Antonioli si specializzò in Cardiologia nel 1960 sempre nel nostro ateneo, mentre all'università di Bologna, nel 1977, si specializzò in Tecnologie Biomediche e nel 1970, confermata nel 1975, ottenne la libera docenza in Semeiotica Medica: fu assistente volontario e straordinario in Clinica Medica dal 1958 al 1978, con successivi incarichi di assistente e di aiuto della divisione cardiologica ospedaliera. Nel 1979 venne nominato primario di Cardiologia all'ospedale Infermi di Rimini e nel 1987, a Ferrara, primario della Divisione cardiologica. Nell’arco della sua carriera ha pubblicato e presentato oltre 500 lavori scientifici, di cui alcuni a carattere monografico; è stato, nell’ordine, docente di "Elettrofisiologia ed elettrostimolazione" alla scuola di Specializzazione in Cardiologia e docente di clinica e patologia cardiovascolare di Unife, di "Fisiopatologia cardio-vascolare" alla scuola di specializzazione di Chirurgia Toracica di Unife e titolare dell'insegnamento di "Semeiotica cardiologica clinico-strumentale" al corso di laurea in medicina e chirurgia nel nostro ateneo.
Tanti riconoscimenti scientifici ricevuti fra cui il premio "Medini" nel 1968, il premio "Boari" nel 1973 e nel 1975, targa d'oro e menzione d'onore delle Industrie per aver ideato e contribuito allo sviluppo e al perfezionamento del "Single A-V Lead" per la stimolazione elettro-guidata. Nel biennio 1983-1984 fu presidente e socio fondatore dell'Associazione Italiana di Cardiostimolazione; ha lavorato e collaborato a diverse riviste scientifiche fra cui "Giornale italiano di Cardiologia", "Pacemaker in Italia", "Cardiostimolazione", "Progress in Biomedica Research" e Mediterranean Journal of Pacing and Electrophysiology".
Il professor Antonioli lascia la moglie Cristina e i figli Enrica e Cristiano.
Federica Achilli
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