«Famiglie e scuola, vigilate di più sui ragazzi»
Il questore e il capo della Squadra mobile: quegli adolescenti accomunati dalla rabbia
Andrea Crucianelli, capo della Mobile, evidenzia l’ottima collaborazione con i titolari dei McDonald’s, che hanno offerto filmati e testimonianze e riconoscono oggi che «la situazione è migliorata dopo gli interventi ripetuti delle forze dell’ordine».
«Per le indagini ci siamo avvalsi dei filmati delle telecamere installate davanti ai negozi - ha spiegato il comandante della Squadra Mobile di Ferrara - ma anche dei racconti fatti dai testimoni e dalle vittime che hanno sporto denuncia».
«L’indagine è importante perché trasmette un’idea - ha proseguito Crucianelli - che anche se si è minorenni non si resta impuniti. Inoltre è un avvertimento anche per gli amici a non seguire le orme di chi ha commesso dei reati, anche molto gravi, come la rapina». Tranne il bullo italiano, tutti gli altri minori avevano già dei precedenti, qualcuno per rissa. Una curiosità: al momento il componente italiano della baby-gang è irreperibile. Sembra che sia espatriato insieme al padre, fuori Europa.
Il questore di Ferrara, Antonio Sbordone, ha sottolineato la necessità di affrontare «la questione del bullismo da diverse angolature. Ci siamo trovati davanti a ragazzini di 14-16 anni - ha dichiarato il capo della questura - un gruppo eterogeneo come estrazione sociale. I minori, inoltre, sono nati in Paesi diversi. Cosa li accomuna? La rabbia e la violenza che cova nell’animo. Si azzuffano e picchiano per motivi insignificanti. È suonato un campanello d’allarme che deve fare puntare i riflettori su un fenomeno che non è tipico della comunità ferrarese, ma che deve accendere una lampadina perché non sappiamo dove sarà incanalata questa voglia di far prevalere la violenza. Ci rivolgiamo alle istituzioni, in particolare alla famiglia e alla scuola - ha concluso il questore - affinché vigilino con l’attenzione e la costanza necessaria e intervengano quando è necessario».
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