La commedia dei parcheggi all'italiana
L'editoriale del direttore Stefano Scansani
Regia di Mario Monicelli e Steno. Sapete come si sta girando la scena dei parcheggiatori neri abusivi e delle guardie giurate? Che i primi hanno già annusato le tempistiche dei pattugliamenti al San Guglielmo e ai Diamanti e, alla lunga, anche all’ex Mof e al Kennedy. Cosicché quando i vigilantes sono là, loro corrono qua, quando i vigilantes sono qua, loro corrono là. Addirittura gli scaltri “dammi un euro che ti guardo la macchina” avrebbero anticipato i tempi della loro attività, più che altro nelle giornate di mercato, quando l’utenza posteggiante aumenta, mettendo di conseguenza in difficoltà i piani segreti ricamati da Ferrara Tua con la security privata.
La morale: dopo qualche giorno d’avvio sperimentale l’iniziativa “Parcheggi in Sicurezza” ha il fiato grosso. Ma anche il salvadanaio rotto, se contiamo anche i 30mila euro che viene a costare un trimestre di pattugliamento. Questa spuntata reazione contro gli indefessi e organizzati parcheggiatori abusivi deriva da un pronunciamento comunale che recentemente ha investito Ferrara Tua. Tale pronunciamento porta la firma del Pd e del Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo, e per primo, ha sollevato la questione perché una sua esponente – Ilaria Morghen, già candidata sindaca – aveva sperimentato personalmente le insistenze dei parcheggiatori abusivi. Insomma: non se ne poteva più.
Ma da quel che si apprende anche gli stessi parcheggiatori abusivi hanno già perso la pazienza. Uno di loro ha telefonato al direttore di Ferrara Tua, Lucio Catozzo, per chiedergli se questa menata dei vigilantes durerà ancora a lungo. Ecco che la questione sta virando. Piglia le forme e gli esiti di una commedia all’italiana. Non per nulla, ho avviato questo ragionamento domenicale, evocando Mario Monicelli e Steno, registi della sublime pellicola neorealista “Guardie e Ladri”, anno 1951, attori protagonisti Aldo Fabrizi e Totò. Metto immediatamente in chiaro che quel “ladri” nel caso nostro non deve e non può corrispondere ai signori questuanti. Bensì vien buono per dipingere con efficacia allegorica e atletica l’eterno inseguimento che s’è avviato in quattro cantoni di Ferrara, e che Catozzo ha invece figurato in maniera più riflessiva, a tavolino: “La partita a scacchi è appena cominciata”.
Al di là dei primi segnali di sfida, mosse e contromosse, e la spesuccia in sperimentazione da 10mila euro al mese, mi sa che il progetto non avrà lunga vita. Per il semplice motivo che loro – gli abusivi – delle regole se ne fanno un baffo, hanno fiato e corrono. Sono organizzati, hanno una rete. Conoscono l’antifona italiana. Uno di loro avrebbe salutato un vigilante con una formula perfetta: “Mi togli il lavoro? Allora andrò a spacciare”. E’ evidente che esercitando l’attività di parcheggiatori abusivi, da tempo e senza disturbi, la ritengono e difendono come la loro professione.
Minacciano in via diretta o indiretta quello che è un fenomeno conosciuto, nostrano, tipico delle città di stazza provinciale, che io definisco Sindrome Ferrarese: vengono dissuasi i parcheggiatori? Loro si spostano altrove. Vengono neutralizzati gli spacciatori? Essi si spostano altrove. Viene disturbata la prostituzione? Essa si sposta altrove. Un rincorrersi, come in “Guardie e Ladri”. Di fronte a questo uroboro (serpente che si mangia la coda, mito vecchio di millenni), Ferrara che cosa fa? Che cosa fa il Comune? Che cosa fanno i cittadini? Qualcuno minimizza, altri drammatizzano, taluni ritengono che il ricorso alla vigilanza privata possa rappresentare un disincentivo o un tampone.
Questa città continua a credere che con l’arruolamento delle guard qualcosa si risolva: dai parking-guard di questi giorni all’ipotesi recenti di cinturare la solita zona Gad con quartier-guard, o meglio con vigilanti condominiali. Su tutto il fronte c’è qualcosa che non va.
E’ storto anche il pensiero. Se si è miti e tolleranti, se non si vogliono vedere o sentire irregolarità o illeciti evidenti, allora si è sinistri estremi oppure catto-solidali. Se si è inflessibili e pronti alla ruspa si passa per destri e leghisti. La patologia politica all’italiana purtroppo svigorisce il senso civico, rende passivi o fa covare la rabbia. Bisogna pagare la sicurezza privata per tutelare la sicurezza pubblica. Robe da film.
s.scansani@lanuovaferrara.it
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