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il banchetto in piazza

Lega Nord: «Cento ferraresi oggi hanno chiesto asilo»

Lega Nord: «Cento ferraresi oggi hanno chiesto asilo»

Alle cinque e mezza di ieri pomeriggio, fumando un sigaro, l'ex segretario provinciale della Lega Giovanni Cavicchi parlava di un centinaio di firme già raccolte dal banchetto presso il Volto del...

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Alle cinque e mezza di ieri pomeriggio, fumando un sigaro, l'ex segretario provinciale della Lega Giovanni Cavicchi parlava di un centinaio di firme già raccolte dal banchetto presso il Volto del Cavallo. L'iniziativa è quella su cui il Carroccio sta puntando negli ultimi giorni: s'intitola "Chiedo asilo anch'io" e consiste nel far compilare ai cittadini italiani una richiesta di asilo politico che sarà presentata in Prefettura. Una provocazione, ovviamente (anche perché per ottenere asilo non bisognerebbe rinunciare alla cittadinanza italiana...). Un comunicato della Lega parla di «centinaia» di adesioni se si considera l'intera provincia, visto che si poteva firmare anche a Vigarano Mainarda, Bondeno e Corporeno. Oggi i banchetti continueranno nel capoluogo, dalle 10 alle 13 e poi ancora dalle 16 alle 19, ma pure a Vigarano Pieve (davanti alla tabaccheria Micai), a Stellata (in piazza Curiel), a Corporeno (davanti alla tabaccheria Borgatti), a San Carlo (in area mercato) e a Porto Garibaldi (sul porto canale, vicino all'attracco del traghetto). In tutte le località della provincia sarà possibile firmare solo al mattino. A Porto Garibaldi sarà presente anche il capogruppo leghista in Regione, nonché ex candidato presidente, Alan Fabbri, che ieri ha annunciato la propria intenzione di candidarsi a consigliere del comune di Bondeno, di cui è stato sindaco fino alla campagna elettorale dell'autunno scorso. «Non possiamo più tollerare clandestini in hotel tre stelle o in residence vista mare, a nostre spese. Questo è uno schiaffo alla civiltà e alla decenza - ha deto -. Se il governo garantisce sistemazioni extra lusso, vitto e alloggio ai clandestini, pretendiamo che identico trattamento sia riservato ai nostri disoccupati, ai nostri anziani, alle nostre famiglie».

Gabriele Rasconi

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