Appalti Cona, valanga di assoluzioni
Un'unica condanna a sei mesi, ma estranea al "teorema Pinelli". Crolla l'intero impianto accusatorio della procura sulle irregolarità nelle varianti e la qualità del materiale
FERRARA - Dieci assoluzioni con formula piena, un reato prescritto e un'unica condanna, sei mesi, per fatti del tutto estranei al "teorema Pinelli", l'ex responsabile amministrativo già condannato a un anno in abbreviato, sostenendo che le perizie di variante erano servite a pagare due volte i lavori, procurando un danno all'azienda ospedaliera e un ingiusto profitto agli imputati.
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I giudici Marini, Testoni e Attinà hanno spazzato via quattro anni di indagini sull'appalto per l'ospedale di Cona, assolvendo dieci imputati su 11 da tutti i capi di imputazione contestati. Unica eccezione, appunto, la condanna a sei mesi a carico del collaudatore Andrea Benedetti per abuso d'ufficio, per non essersi dimesso dalla Commissione di collaudo dopo aver assunto l'incarico (incompatibile) di progettista per un'impresa esecutrice dei lavori, continuando a percepire un ingiusto compenso pari a 112mila euro.
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Tutto il resto, è crollato: nessuna variante fasulla per raddoppiare il costo delle opere e, soprattutto, nessun calcestruzzo impoverito. I giudici non solo hanno sancito la regolarità dell'operato degli imputati, ma hanno detto ai ferraresi che l'ospedale di Cona è sicuro e che la sua durata di cent'anni è garantita.
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Grande, soddisfazione, in tribunale, per il responsabile unico del procedimento Giorgio Beccati, per il quale la procura aveva chiesto 2 anni e 4 mesi; per il presidente Prog.Este Ruben Saetti (chiesti 2 anni); per il direttore dei lavori Carlo Melchiorri (chiesti 2 anni); per l'ex direttore generale del S.Anna Riccardo Baldi (chiesti 1 anno e 6 mesi); per il progettista Giuliano Mezzadri (chiesto 1 anno); per il collaudatore Fulvio Rossi (chiesto 1 anno); per Guglielmo Malvezzi, Nicola Fakes e Roberto Trabalzini del Consorzio Cona (chiesti 1 anno e 1000 euro di multa ciascuno) e per Mario Colombini, ex amministratore delegato della Calcestruzzi, per il quale anche la procura aveva chiesto l'assoluzione.
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Una vittoria su tutti i fronti, per le difese: "Una gioia immensa. E' la magia del processo: sa restituirti in un secondo le sofferenze, le pene e gli stress subiti durante i lunghi anni dell''inchiesta e del dibattimento. Una sentenza giusta all'esito di un processo giusto, e che sancisce che Ferrara può contare su professionisti come ce ne sono pochi, come Rossi e Melchiorri, e stabilisce che i cittadini ferraresi possono essere certi di avere un grande ospedale costruito nel pieno rispetto delle leggi" ha detto l'avvocato Lorenzo Valgimigli, difensore di Melchiorri e Rossi. "Mi aspettavo l'assoluzione del mio assistito - ha commentato l'avvocato Eugenio Gallerani, difensore di Mezzadri - E' stato dimostrato che l'ingegner Mezzadri ha rispettato le normative garantendo alla struttura la durata richiesta". "La sentenza Pinelli?", un teorema che non esiste, è intervenuto l'avvocato Andrea Toschi (difesa Baldi); "Risarciti di anni di grandi sofferenze", hanno concluso gli avvocati Ciaccia e Guzzinati per Beccati.
Una delle prime reazioni alla sentenza è stata del sindaco di Ferrara e presidente della Provincia Tiziano Tagliani:" Esprimo soddisfazione per l’esito della sentenza di primo grado chiarificatrice sulle modalità di realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Cona. L’auspicio a questo punto è che l’ospedale possa continuare sul percorso già avviato di qualificazione quale polo di eccellenza sia per il sistema sanitario locale che nel contesto regionale e sovra regionale. È stato un bene riporre fiducia nell’attività della Magistratura, consentendoci di chiarire aspetti che hanno preoccupato cittadini e amministrazioni. In questo modo si è potuta fare massima chiarezza su una vicenda complessa e, soprattutto, in questo modo si riconsegna alla comunità una struttura essenziale, efficiente e moderna, chiamata a migliorare ogni giorno le proprie strutture di servizio. Anche sul piano personale l’assoluzione dei professionisti ferraresi che collaborano con l’amministrazione, è motivo di rasserenamento per tutti".
“Anche se noi siamo abituati a rispettare le sentenze - ha commentato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Raffaella Sensoli - crediamo che le responsabilità politiche su Cona siano talmente tanto evidenti che nessuna verità giuridica uscita da un’aula di tribunale possa riabilitare uno dei più grandi scandali che ha riguardato la nostra sanità regionale”.
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