«I bulli? Non esclusi altri fatti, chi sa denunci»
Dopo la scoperta della baby gang, l’allerta e l’appello della polizia: reati davanti ai Mc Donald’s e vicino a una discoteca
Uno è agli arresti in comunità, un altro è detenuto ai domiciliari in casa sua solo perchè i genitori hanno garantito per lui ai giudici minorili, un terzo solo denunciato (il ragazzo italiano) è irreperibile all’estero, l’ultimo ha in tasca la sua denuncia, servita come per gli altri, a metterli calmi. A rendere inoffensiva la loro «baby gang», composta da tre ragazzini marocchini e un ferrarese.
Anche davanti la discoteca
Che ha colpito tra dicembre scorso, gennaio e febbraio in diversi punti della città dal Mac Donald’s in piazza Trento Trieste a quello del Doro e anche episodi - segnalati ma non denunciati formalmente - davanti al Plaza, la discoteca ex Pomodoro di via Padova. Frequentata perlopiù da ragazzini loro coetanei, dove la banda dei quattro ragazzini (età tra i 14 e i 17 anni) dettava la propria legge fatta di angherie, molestie, botte, pugni e furti diventati poi rapine. Al momento non sono stati - sottolineatura importante - denunciati episodi che riguardino fatti accaduti all’esterno della discoteca. Ma potrebbero esservi stati, questa l’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti.
Non esclusi altri fatti
Ed è per questo motivo che ora la Polizia lancia un appello a tutti i ragazzini che possano essere stati vittime della «baby gang», nelle zone che frequentavano: «Chiunque abbia assistito o sia stato vittima di fatti analoghi a quelli che abbiamo denunciato - spiega il dirigente della squadra mobile Andrea Crucianelli - si faccia vivo ai nostri uffici, poichè non escludiamo che possano esserne accaduti altri».
Obblighi come arresti
Insomma non abbia timori e denunci chi ha subito anche solamente molestie verbali e per fortuna non le aggressioni fisiche per cui sono scattati i provvedimenti più gravi: l’obbligo di stare in comunità e la permanenza in casa, provvedimenti che si chiamano così nella procedura minorile, ma che sono di fatto degli arresti.
Provvedimenti durissimi
E’ anche ovvio che dopo i provvedimenti giudiziari ora la rete dei servizi sociali è stata attivata nei confronti dei ragazzini della baby gang, autori di episodi gravissimi. E durissimi - in proporzione- sono stati i provvedimenti adottati verso i minori: l’indagine del reato, ribadiscono in Polizia, è stata dovuta e necessaria ed è servita da deterrente ed esempio per tanti.
Trasloco strategico
Dopo i primi episodi e l’allarme che era seguito (gli episodi di dicembre e gennaio fuori dalla Festa del regalo quando la vittima di turno finì in ospedale con oltre 20 giorni di prognosi, costole e naso rotti), i quattro della baby gang avevano pensato, diabolicamente, di cambiare aria: credevano di poter continuare con le loro azioni di bullismo e violenza, solo traslocando dal Mc Donald’s di piazza e a quello del Doro: si erano sbagliati.
Tam-tam di atti giudiziari
E guarda caso appena dopo aver subito atti giudiziari o perquisizioni in casa, il tam-tam dei ragazzini aveva attenuato i loro atteggiamenti violenti e così anche quelli di eventuali altri ragazzini, loro emuli. Tutti, coetanei o frequentatori dei Mc Donalds, sapevano dei guai della «baby gang».
E questo è servito, eccome, per azzerare del tutto gli episodi di violenza e bullismo che erano all’ordine del giorno, soprattutto nel Mc Donald’s di piazza Trento Trieste. Per il futuro, garantiscono dalla Polizia, «continueremo i controlli e verranno monitorate tutte le segnalazioni»: l’indagine continua e chi sa denunci.
Daniele Predieri
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