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«L’ospedale è sicuro nessun pericolo per tutti i cittadini»

«L’ospedale è sicuro nessun pericolo per tutti i cittadini»

La direzione dell’azienda Sant’Anna: il processo cancella strascichi su affidabilità e immagine della nostra struttura

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Il Sant’Anna di Cona è sicuro, non vi sono pericoli al suo interno ed esterno, è salubre e non è stato oggetto di truffe, falsi e frodi. Nel pomeriggio di ieri, la direzione del Sant’Anna, in una nota ha lanciato un messaggio chiaro ai cittadini: «La sentenza rappresenta per la città il primo pronunciamento del Tribunale in merito ad una vicenda che si protrae da lungo tempo e che ha avuto strascichi sull’affidabilità e l’immagine dell’Azienda presso la collettività». «Pur consapevoli - prosegue la nota - che il verdetto potrebbe essere oggetto di nuove valutazioni, ci auguriamo che esso rappresenti - per la cittadinanza - l’affermazione che l’ospedale è sicuro, salubre e che non vi siano state lesioni a carico della collettività». Non nasconde l’importanza del processo, l’azienda Sant’Anna per l’intera cittadinanza, concluso con una sentenza che «comunica che allo stato attuale - oltre che riconfermare la presunzione di innocenza - stabilisce che per la costruzione del nuovo ospedale di Cona non sono stati usati materiali non conformi (come il calcestruzzo difforme da quello concordato)». «Inoltre - continua - questa Direzione rimarca, prima di tutto, che non ci sono pericoli per la popolazione, non si sono messe in atto truffe nel riconoscimento delle somme dovute e non vi è stato alcun falso». Nella nota, la stessa direzione S.Anna rivede il processo alla moviola, ricordando che «vedeva undici, fra professionisti esterni e dirigenti del S. Anna, imputati di gravi reati nel processo per la realizzazione del nuovo ospedale di Cona». Per dieci è arrivata l’assoluzione e «l’unica condanna che non ha alcuna connessione con la funzionalità e/o la costruzione dell’Ospedale».

L’azienda stessa decise di non essere parte civile nel processo, e per questo il suo legale, Manuela Uberti, sempre presente alle udienze, dopo la sentenza commentava: «è stata giusta la nostra scelta di non essere parte civile in quanto abbiamo sempre avuto massima fiducia dei professionisti coinvolti nei processi, validi e onesti. Ricordo che abbiamo aperto contenziosi civili e amministrativi con chi realizzò i lavori degli ultimi 10 anni al centro del processo e in quelle sedi ci confronteremo».

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