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tra le novitá di giugno i sei anni di mandato e la spinta per un candidato donna

Lanciata la volata per il super-rettorato: c’è anche Zauli

Ci sono le date per la corsa al super-rettorato di Unife, e i nomi di almeno un paio di candidati. Subito dopo il decreto con il quale il decano Luigi Pepe ha indetto le elezioni per il prossimo...

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Ci sono le date per la corsa al super-rettorato di Unife, e i nomi di almeno un paio di candidati. Subito dopo il decreto con il quale il decano Luigi Pepe ha indetto le elezioni per il prossimo giugno, infatti, è arrivato il sì di Giorgio Zauli: interpellato al proposito, l’ordinario di Anatomia umana ha confermato la «decisione di candidarmi a rettore del nostro ateneo. Sto ultimando il programma che depositerò verosimilmente all’inizio della prossima settimana». Zauli dovrà anzitutto compattare Medicina che cerca di riconquistare il rettorato in un momento cruciale per il futuro della Scuola, stretta tra l’Area vasta sanitaria e le ipotesi di razionalizzazione a livello regionale. Zauli se la dovrà vedere anzitutto con il prorettore Francesco Bernardi (Scienze), che aveva sciolto le riserve da qualche giorno. Il terzo candidato dovrebbe essere Piero Olivo (Ingegneria), che potrebbe catalizzare molti voti nell’area scientifica.

Tra le molte novità di questa elezione, però, ci potrebbe essere la candidatura femminile. Il meccanismo inserito nello statuto di Unife, e in sperimentazione per la prima volta, prevede infatti che se alla chiusura delle candidature, il 4 maggio, non ci sarà almeno il nome di una donna per ogni tre candidati (o viceversa, ma non è il caso), bisognerà riaprire i termini per un’altra settimana. La candidatura femminile però non è garantita, in quanto se alla seconda chiamata non si presenteranno professoresse, allora si procederà con i candidati presenti. Per correre bisogna essere professori di prima fascia a tempo pieno, o a tempo definito ma disposti a passare al tempo pieno, e le donne in questa posizione sono pochissime: nemmeno il 10% del totale. Potrebbero anche presentarsi candidati da altre università, altro elemento di discontinuità rispetto al passato.

Novità rilevante è anche la durata del mandato del successore di Pasquale Nappi, rimasto a sua volta in carica cinque anni: dall’ottobre 2015 allo stesso mese del 2021, cioè sei anni; il doppio dei mandati tradizionali. Questo anche per risparmiare sulle elezioni, che dovranno concludersi entro il 9 luglio, data del ballottaggio tra i due candidati più votati, in caso nelle prime tre votazioni (9, 18 e 25 giugno) non si raggiunga il quorum. (s.c.)

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