«Restituiti in pochi istanti anni di sofferenze»
L’ex direttore del S.Anna Riccardo Baldi: «Sei anni dolorosi, sapendomi innocente».
Durante la sua appassionata arringa, aveva definito “eroe” il suo assistito, Carlo Melchiorri, il direttore di quei lavori che sembravano infiniti e maledetti. Ora l’avvocato Lorenzo Valgimigli, forte delle assoluzioni appena pronunciate dalla Corte, dà sfogo a tutta la sua soddisfazione: «Una gioia immensa. È la magia del processo, che restituisce in pochi istanti anni di stress e sofferenza. È una sentenza giusta all’esito di un processo giusto. Si è potuto stabilire che Ferrara ha dei professionisti rari, come Rossi e Melchiorri, e che i cittadini possono essere tranquilli e sicuri di avere un importante ospedale che è stato costruito nel pieno rispetto delle leggi».
Sorride, finalmente, l’ingegner Carlo Melchiorri, che per nove ore, durante il suo esame, aveva ribattuto colpo su colpo alle accuse mosse dalla procura: «Sono soddisfatto per la correttezza con cui in questi anni sono stati seguiti i lavori da parte di tutto il gruppo Cona». Sollevato anche l’ex direttore generale del Sant’Anna, Riccardo Baldi, reduce - afferma - «da sei anni di grandi sofferenze, sapendo di essere nel giusto. Ho sempre e solo lavorato per l’interesse dell’amministrazione pubblica».
Di poche parole uno dei difensori che ha ben accolto l’assoluzione del proprio assistito (Fabio Anselmo per Roberto Trabalzini del Consorzio di Cona): «Non ho tanto da dire - e sorride, poichè detto da lui in un’aula di giustizia - sono soddisfatto per l’assoluzione. Per una valanga di assoluzioni? È così, ma a noi basta quello del mio assistito».
Sulla sicurezza dell’ospedale pone l’accento l’avvocato Eugenio Gallerani, difensore del progettista Giuliano Mezzadri: «Mi aspettavo l’assoluzione: tutte le perizie tecniche avevano dimostrato che l’operato dell’ingegner Mezzadri fosse stato conforme alle norme di legge, e come la durabilità dell’ospedale di Cona fosse garantita 100 anni. È stato dimostrato con i migliori professionisti a disposizione che quelle prescrizioni date all’ingegner Mezzadri erano assolutamente coerenti con le normative, e che l’utilizzo di un copriferro abbondante era più che sufficiente a garantire la durabilità».
Mauro Colombini, il fornitore di quel calcestruzzo che si sospettava fosse depotenziato era l’unico imputato per il quale il pm Castaldini aveva chiesto l’assoluzione: «Siamo pienamente soddisfatti - dichiarano in una nota - Leggeremo con interesse le motivazioni».
Gli avvocato Michele Ciaccia e Romano Guzzinati, che assistevano il Responsabile Unico del Procedimento Giorgio Beccati, hanno atteso il verdetto - dicono - sospesi tra fiducia e apprensione: «Siamo molto soddisfatti della sentenza. Fin dall’inizio abbiamo detto che questa era una vicenda amministrativa e non penale. Certo avevamo fiducia in questa nostra convinzione, ma siccome gli imprevisti sono sempre dietro la porta, aspettavamo con ansia la decisione del tribunale».(a.m.)
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