Salone Sagre, il futuro resta in bilico
Il presidente dell’associazione Cattabriga: «Valuteremo in futuro, la prima opzione è Ferrara ma non è così scontato»
Calato il sipario sul Misen o salone nazionale delle sagre , è tempo di bilanci. Loris Cattabriga, presidente dell’associazione sagre e dintorni è soddisfatto anche se alcune cose non gli sono andate a genio, in primis la contemporaneità con una manifestazione similare in piazza. «Una realtà come quella di Ferrara non credo possa permettersi due manifestazioni simili in contemporanea» altro non intende aggiungere anche se è chiarissimo che mastica ancora amaro e lo si capisce quando gli si chiede se anche per il prossimo anno il Misen rimarrà a Ferrara. «La nostra è una fiera di promozione del territorio. La prima opzione rimane sempre quella di Ferrara ma nel caso dovesse scaturire un’opzione migliore la si prenderà in considerazione. Credo comunque che abbiamo dato una bella immagine alle sagre ospiti ed anche l’affluenza del pubblico è stata buona soprattutto nella giornata di domenica. Difficile fare raffronti con l’anno precedente in quanto nel 2014 la manifestazione durava tre giorni e quest’anno due, ma siamo in linea con le presenze fatte registrare lo scorso anno con una giornata in meno». Niente numeri ufficiali ma non si è certo sui 20 mila annunciati da Ferrara Fiere (dovrebbero essere circa 13-14 mila le presenze ndr.). Molto positivo il discorso avviato con l’Upli dell’Emilia-Romagna tanto che il prossimo anno vedremo di allargare il discorso ad altre Unpli regionali.Il detto provare per credere vale sia per le sagre che per il pubblico e non mi stancherò mai di ripeterlo. Partecipazione all’Expo? Abbiamo diverse porte aperte. Se ci sarà un’opportunità non ce la lasceremo sfuggire». Fin qui Cattabriga. Rovigo ha messo sotto la lente di ingrandimento questa fiera che è unica nel panorama nazionale. In passato la fiera era stata adocchiata anche da Rimini la cui idea era di farne un salone a livello nazionale. Anche Bologna, ma non l’ente fiera, sembrava avesse l’intenzione di fare qualcosa del genere. Ma fino ad ora non risultano essere stati fatti dei pour-parler. Soddisfazione da parte dell’Unpli regionale dell’Emilia-Romagna che ha portato in fiera una dozzina di realtà da Piacenza a Rimini. «Era una sorta di esperimento - ha affermato Stefano Ferrari, presidente del comitato regionale Unpli - direi che è andata bene e il prossimo anno cercheremo di migliorarci. Unanimi i pareri raccolti a cominciare da quello di Athos Mazzoni, responsabile Unpli provinciale di Forlì-Cesena il quale ha coordinato le sagre emiliano-romagnole. «L’esperimento ha funzionato. Gli assaggi sono andati a ruba e c’è stato molto interesse verso i nostri territori. Alcuni sono molto conosciuti quali Salsomaggiore Terme, Fornovo Taro, Castel del Rio, Poggio Berni, Torriana, Bagno di Romagna, Molino del Pallone, Calderara, altri meno. Vedremo di attrezzarci ancora meglio per il prossimo anno.
«Un salone del genere non ce lo aspettavamo proprio» - hanno detto nello stand di Pozzale dove presentavano la sagra del carciofo empolese.
Meno entusiastiche le dichiarazioni ella Pro Loco di Goro. «Ci aspettavamo qualcosina in piu' ma a volte bisogna sapersi accontentare. Sono state due giornate con i nostri volontari all'insegna della promozione turistica e gastronomica a 360 gradi. Ringraziamo tutti quanti . Grazie ai giovani dello Young Club che hanno dato il loro contributo, al Consorzio Pescatori di Goro che ha donato il prodotto fresco servito ai visitatori, alle nostre sempre attive cuoche che hanno cucinato chili di vongole e cozze che venivano gustate nel giro di pochi minuti».
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