Studenti Unife intossicati
Undici aspiranti architetti in ospedale a Forlì con febbre, nausea e dissenteria
Undici studenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara sono ricoverati dal primo pomeriggio di ieri all’ospedale “Morgagni-Pierantoni” per una intossicazione alimentare la cui origine è ancora sconosciuta. La comitiva, composta da 50 persone tra universitari e tutor, è alloggiata all’Hotel Lory in via Giovita Lazzarini - in pieno centro storico - impegnata in uno stage di alcuni giorni per effettuare rilievi sullo storico edificio che ospitava l’asilo “Santarelli”.
Nelle ultime ore, dalla serata di domenica, i malori sono stati sempre più gravi e diffusi tra molti componenti del gruppo, fino a quando - nel primo pomeriggio di ieri - sono state chiamate le ambulanze del 118. Quattro i mezzi accorsi sul posto che hanno via via trasportato i ragazzi, tutti attorno ai vent’anni, al Pronto soccorso per gli accertamenti del caso.
I sintomi accusati, dalla dissenteria alla nausea e alla febbre alta, hanno subito indotto i medici ad una prima diagnosi di forte intossicazione alimentare. A quel punto si sono mossi anche i tecnici del Servizio di Igiene pubblica dell’Ausl, guidato da Romana Bacchi, che hanno sentito uno ad uno tutti i giovani, compresi quelli che hanno scelto di non farsi controllare restando nel loro alloggio, per farsi raccontare cosa e dove avessero mangiato nelle ultime ore.
Successivamente sono stati effettuati i sopralluoghi nei vari esercizi indicati dagli studenti, il cui esito si saprà solo nella giornata odierna. I sanitari, a quel punto, potranno anche calibrare la terapia per far fronte all’intossicazione.
L’arrivo in massa del folto gruppo di pazienti ha creato qualche problema logistico in ospedale, risolto distribuendo i ragazzi in vari reparti dove c’erano i letti a disposizione. Il ricovero è stato necessario per permettere ai medici di evitare ulteriori complicazioni e tenere monitorato l’andamento dei malori.
Il restauro architettonico dell’ex asilo, un complesso ben conservato progettato dall'ingegnere Guido Savini, e costruito fra il 1934 e il ’37 sull'area dell'ex convento di Santa Maria in Valverde, fa parte di un laboratorio organizzato da Architettura.
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