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Bagni contro camper, è guerra aperta

di Annarita Bova ; di Annarita Bova
Bagni contro camper, è guerra aperta

Dito puntato sui parcheggi a pagamento: secondo i gestori degli stabilimenti hanno legittimato la sosta selvaggia

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LIDO ESTENSI. Guerra aperta tra i gestori degli stabilimenti balneari e i “camperisti improvvisati”, ma anche tra lavoratori stagionali e gestori dei parcheggi a pagamento. E tutti puntano il dito contro l’amministrazione comunale che si trova a gestire nuove e vecchie beghe mentre la stagiona ha già aperto le sue porte.

La scintilla è nata da un post che Stefano Rolfini, impegnato a lavorare in un Bagno di Estensi, ha postato sulla pagina Facebook “parcheggi a pagamento stagionali penalizzati”: «Parcheggi a pagamento? Bene allora andiamo a lavare il pesce nei lavandini degli stabilimenti e intasiamo tutto», con tanto di foto. Quale il problema? A spiegalo, Bianca Luciani, in prima linea contro le nuove modalità di sosta: «Provo a fare una breve cronistoria: col nuovo sistema di parcheggi i camper sono autorizzati a sostare pagando solo una maggiorazione di 2€. Quindi pagando la modica cifra di 6€ possono appunto sostare ovunque vogliano. Il fatto è che alcuni stabilimenti (specialmente quelli all’inizio di Estensi) sono stati presi di mira da orde di campeggiatori incivili, che in barba al fatto che potrebbero “solo” sostare, adibiscono il lungo mare a loro camping personale. Non tutti i camperisti sono così, ma purtroppo per gli incivili ci rimette tutta la categoria. Il risultato è che svuotano i liquami dove capita, rubano l’acqua con molteplici scuse dagli stabilimenti per rifornirsi e cosa non da meno si recano presso gli stessi per lavare stoviglie e quant’altro nelle vaschette esclusivamente adibite per lavaggio mani e piedi e ad uso esclusivo dei clienti. Non essendoci gli stalli che possono delimitare l’area di pagamento, questi non sostano ma campeggiano ad ampio raggio tirando giù anche tavoli e sedie ed addirittura gli stendini per i panni».

Chiamato in causa, il sindaco Marco Fabbri risponde così: «Non capisco cosa potrei fare contro ignoranza e maleducazione, se non condannare questi e analoghi episodi. Non mi pare giusto generalizzare, dicendo che tutti i camperisti sono incivili. In relazione ai camper, il codice della strada del ’92 (e non una legge di Comacchio) li equipara agli autoveicoli dunque non è possibile riservare spazi e/o interdirne sosta o circolazione. Dove vanno le auto vanno i camper e viceversa. Sulla sosta a pagamento c’è solo un incremento del 50% previsto dallo stesso codice».

Immediata la risposta dei titolari del Bagno Capri: «Sindaco, lei non può lavarsene le mani con tanta leggerezza: stiamo parlando di attività commerciali che sborsano fior fior di quattrini per canoni tasse ecc e di gente che piazza le proprie case dove meglio crede e usufruisce a sbafo dei servizi per cui le suddette aziende pagano. Un conto è parlare di qualche caso isolato, ma in questo si tratta di una vera e propria invasione. Gli stabilimenti balneari non si vedono dalla strada e i posti auto sono tutti occupati da camper che arrivano il venerdì. Lei ha il dovere di tutelare le aziende del territorio, noi non molleremo così facilmente, non sarà il codice della strada a decretare la nostra fine per mano del popolo dei camperisti». «Stiamo già dialogando con le vostre associazioni di categoria e rappresentanti per trovare soluzioni legali. Sembra però che il problema sia nato nel 2015, mentre invece da decenni i camper sostavano (e pure gratis)», la risposta del primo cittadino.

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